Catholic Church

ROMANI, X

ROMANI, X on Luglio 6, 2024

Un Cattolico deve andare alla Messa Domenicale!

“Ma io ho bisogno solo di cioccolato nel mio seno” – NO!

Il fatto che, secondo l’Antico Testamento, gli Israeliti siano stati la razza scelta tra tutti gli uomini per fornire al Figlio di Dio i mezzi per vivere sulla terra una vita umana, in modo che potesse soffrire e morire per tutti gli uomini come loro Salvatore e Messia; e che gli Israeliti abbiano rifiutato di riconoscerLo come loro Messia quando alla fine è venuto tra loro, è un grande mistero. Si può fare riferimento alla natura umana, al peccato originale, all’orgoglio umano, per trovare una spiegazione, ma il mistero rimane. Come può una qualsiasi razza sulla terra essere stata così preparata, nei duemila anni successivi ad Abramo, alla venuta del suo Messia, per poi rifiutarsi di riconoscerLo, trasformandosi invece, nei duemila anni successivi, nel Suo persecutore più convinto e astuto?

In Romani, Capitolo IX, San Paolo inizia la sua risposta alla domanda dichiarando che il Popolo di Dio non è venuto meno, solo che mentre sotto l’Antico Testamento consisteva esclusivamente di Ebrei in quanto nati nella propria razza, sotto il Nuovo Testamento consiste sia di Ebrei che Gentili per merito della loro fede in Gesù Cristo. E se Dio ha scelto liberamente di favorire con il dono della fede i Gentili piu che gli Ebrei, questa è stata una Sua prerogativa, e gli Ebrei stessi hanno avuto, e hanno tuttora, tutta la colpa di aver rifiutato quel dono. Quel rifiuto serve a sottolineare la Sua misericordia verso i Gentili, prima incapaci di appartenere al Popolo di Dio, ora in grado, grazie alla Fede Cattolica, di appartenere alla Chiesa Cattolica, il vero Israele dello spirito, mentre gli Ebrei che rifiutano Gesù Cristo e, per la salvezza si aggrappano alla Legge Talmudica, costituiscono un falso Israele della carne, incapace di salvare le proprie anime.

Nel Capitolo X, similmente San Paolo contrappone due “giustizie”, o condizioni di salvezza davanti a Dio, chiamate anche “giustificazioni” (v. 1–4). La giustificazione dell’Antico Testamento richiedeva l’adempimento di tutte le opere richieste dalla Legge Mosaica, cosa umanamente impossibile, dice San Paolo (v. 5). Al contrario, la giustificazione del Nuovo Testamento non richiede compiti così impegnativi al di là delle forze umane, ma semplicemente che l’Ebreo o il Gentile credano in Gesù interiormente e Lo professino esteriormente (v. 6–13). Ora, è vero che per credere in Gesù Cristo bisogna conoscerLo attraverso un predicatore (14–17). Ma non tutti gli uomini scelgono di credere, anche se sanno di Cristo (16). Così gli Ebrei hanno udito (18) e compreso (19) il Vangelo di Cristo, ma hanno scelto (e scelgono liberamente nei secoli) di non credere in Cristo (21).

In questo Capitolo X della Lettera ai Romani, i versetti da 6 a 13 rivestono un’importanza particolare, perché sono stati utilizzati da Lutero come uno dei testi chiave della Scrittura per fondare il Protestantesimo e promuovere tutto il mondo moderno. Nel contesto, San Paolo sta contrapponendo la semplicità e la facilità di fare una professione di Fede, alla difficoltà disumana di adempiere alle opere della Legge Mosaica (vedi Romani VII), ma non sta qui specificando cos’altro è necessario per quella professione di Fede per consentire a un’anima di entrare nella Chiesa Cattolica ed essere salvata per l’eternità. Ecco una comparigione: un uomo può avere un figlio molto smemorato, per cui se il figlio deve usare l’auto di famiglia, il padre può dirgli: “L’auto ha bisogno di benzina”. Ora, per funzionare, l’auto ha bisogno anche di olio e acqua, ma il padre non gli dice: “L’auto ha bisogno di benzina, olio e acqua”, perché nel contesto non è quello che il figlio ha bisogno di sentire, anche se è perfettamente vero e più completo.

Ma Lutero usa Romani X, 8–13 come se per essere salvati fosse necessaria solo una professione di Fede in Cristo, interiore ed esteriore, come se il padre di cui sopra dicesse: “La macchina ha solo bisogno di benzina”, il che è ovviamente falso. Per entrare a far parte del popolo di Dio del Nuovo Testamento, la Chiesa Cattolica, bisogna anche, per esempio, essere battezzati – “Chi crede ed è battezzato sarà salvato, ma chi non crede sarà condannato” (Mc XVI, 16). Non è questo che San Paolo doveva aggiungere in Romani X, 8–13, ma fingendo che San Paolo stesse dicendo che la salvezza cristiana ha bisogno solo della professione di Fede soggettiva, come se le auto avessero bisogno solo di benzina, Lutero stava usando la citazione per far fuori l’intera Chiesa Cattolica! Da allora il Soggettivismo (l’uomo prima di Dio) si è lentamente ma inesorabilmente impadronito del Cattolicesimo. Oggi si è arrivato al “Wokismo”, una vera pazzia.

Kyrie eleison

DIVENTARE un CATTOLICO

DIVENTARE un CATTOLICO on Maggio 25, 2024

Se un’anima sa intendere l’eternità, 

Allora che abbia sempre un rosario nelle sue mani.

Un lettore di questi “Commenti”, che ovviamente non è Cattolico, chiede come diventarlo. Potrebbe essere una domanda che interessa più di un lettore. Che Dio Onnipotente benedica tutti questi lettori, perché è sicuramente una Sua grazia che li spinge a interessarsi seriamente a far parte dell’unica vera Chiesa che è la Sua – la vera Chiesa Cattolica Romana. Oggi bisogna aggiungere l’aggettivo “vera” perché, senza dubbio, il Concilio Vaticano II (1962–1965) ha fabbricato un’intera falsa Chiesa destinata a condurre le anime all’Inferno eterno invece che al Paradiso eterno. Questo, oggi, non può che complicare la questione di come unirsi alla vera Chiesa, ma se un’anima la cerca onestamente, Dio ha innumerevoli modi per raggiungerla con tutto l’aiuto necessario, nonostante gli ostacoli frapposti da uomini fuorviati o delinquenti. Preghiamo affinché un’anima del genere abbia fiducia nel fatto che Dio vuole portarla in Paradiso e che ha bisogno solo della sua continua collaborazione per riuscirci. 

Essere Cattolici significa raggiungere il Paradiso, che è la beatitudine soprannaturale ininterrotta, intrinsecamente molto al di sopra e al di là di tutti i nostri umani poteri naturali di ragione e volontà. La beatitudine consiste nella visione soprannaturale di Dio così com’è in sé e non solo come lo possiamo intravedere a partire dalle sue creature naturali che ci circondano nella nostra breve vita su questa terra. La porta d’accesso a questa beatitudine è il dono soprannaturale della Fede, che va ben oltre la nostra ragione naturale. Se ricevo o meno da Dio questo Suo dono, fondamentale per la salvezza eterna, dipende interamente da Lui e non da me. Ma, d’altra parte, c’è un vecchio detto che dice che a chi fa tutto ciò che è nella sua natura fare, Dio non nega la Sua grazia (soprannaturale). È una sorta di buon senso, ma attenzione: la Fede rimane, essenzialmente, un dono gratuito di Dio. Ciò che posso fare, una volta compreso quanto sia indispensabile per la salvezza il dono della Fede, è piegare tutte le mie forze per chiedere a Lui, in preghiera, di concedermela (si può raccomandare di recitare il Rosario anche se non si è ancora convinti che la Beata Vergine Maria è ed è stata la Madre di Dio. Lei interverrà . . . ). 

Ciò che posso anche fare è applicare tutte le mie facoltà di ragionamento all’esame di tre grandi proposizioni che posso accettare con il semplice (ma retto!) ragionamento umano. Se lo faccio, esse possono sicuramente aiutare Dio a farmi il dono della Fede, ma non possono, da sole, sostituirsi al dono di Dio, che rimane il Suo dono gratuito. Come disse il peccatore mezzo credente nel Vangelo: “Signore, io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità” (Marco IX, 24). Forse non era un teologo, ma parlava in modo Cattolico. Queste tre proposizioni sono: 1) Dio esiste, 2) Gesù Cristo era ed è Dio, e 3) la (vera) Chiesa Cattolica Romana è stata istituita da Gesù Cristo. 

1) Dio esiste – l’argomento più ovvio che si desume a partire dalle Sue creature (come dall’effetto alla causa necessaria) è l’argomento del progetto intelligente. L’intelligenza è visibile ovunque nella Sua creazione, ma non può provenire dalle creature che sono di per sé poco intelligenti, come animali, vegetali e minerali. Un solo esempio: nessun ragno calpesta mai le parti appiccicose della propria tela! Solo le vittime del ragno lo fanno. 

2) Gesù Cristo è ed era Dio – durante la Sua vita sulla terra, Gesù Cristo Nostro Signore ha compiuto innumerevoli miracoli che solo Dio può compiere, perché solo l’Autore della natura può interrompere, a Suo piacimento, il normale corso della natura. Il risveglio di Lazzaro (cfr. Gv. XI) fu uno stupendo miracolo compiuto direttamente davanti a una folla in gran parte ostile. Le reliquie di Nostro Signore, che rivelano alla scienza moderna tracce del suo DNA, mostrano tracce di una madre umana, ma non di un padre umano. In effetti, Egli è nato da Maria, ma è stato concepito dallo Spirito Santo. 

3) Gesù Cristo ha istituito la (vera) Chiesa Cattolica Romana e nessun’altra. La storia dell’umanità mostra che tutte le altre denominazioni “Cristiane” sono nate secoli dopo la sua presenza sulla terra (1–33 d.C.). Per quanto riguarda tutte le religioni non cristiane, tutte negano che Egli fosse Dio, Seconda Persona della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo. Tutte queste religioni non possono essere vere e se, come il Vaticano II, pretendono di essere ancora una via per il Paradiso, mentono di nuovo, perché non c’è posto per le bugie nel vero Paradiso di Dio. 

Se dopo aver indagato queste tre verità preliminari, un’anima desidera ancora diventare Cattolica, allora va da un sacerdote Cattolico per chiedere di essere battezzato, che è il modo normale di entrare nella Chiesa. 

Kyrie eleison 

Mele Marce

Mele Marce on Maggio 14, 2011

In due modi una mela marcia può gettare un po’ di luce nelle tenebre dell’odierna Chiesa eclissata. Primo: noi non aspettiamo che ogni parte di una mela sia marcia per dire che è marcia nell’insieme, quantunque parti di essa non siano ancora marce; quindi, per rispondere alla domanda se una mela è marcia dobbiamo fare una doppia distinzione: nell’insieme è marcia; in questa parte sì, in quest’altra no. Secondo: mentre la mela non è il marciume e il marciume non è la mela, tuttavia il marciume è inseparabile da quella mela e non può esistere senza di essa. Vediamo di applicare la prima parte di questo ragionamento di buonsenso al Novus Ordo Missae e alla “Chiesa conciliare”, e la seconda parte alla “Chiesa conciliare” e al papato.

Per quanto riguarda la nuova Messa, essa è marcia nel suo insieme a causa del suo conciliare antropocentrismo, ma mentre alcune parti sono chiaramente non cattoliche (p. e. l’Offertorio), altre parti sono cattoliche (p. e. il Kirie Eleison). Poiché è marcia nell’insieme e tale da rendere lentamente protestanti i cattolici, essa non è idonea per assistervi, anche se la parte della Consacrazione possa essere cattolica e valida. Così che del Novus Ordo Missae non si può dire che sia valida da potervi assistere, né che non vi si possa assistere perché è invalida. In verità essa può essere valida nella sua parte essenziale, ma questa non è una ragione sufficiente per mettere in pericolo la propria fede con l’assistervi nell’insieme .

Similmente, la Chiesa odierna nel suo insieme è marcia nella misura in cui il conciliarismo la pervade tutta, ma questo non significa che ogni singola parte della Chiesa sia marcia a causa del conciliarismo. Così che è sbagliato condannare ogni parte che è ancora cattolica a causa dell’insieme conciliare, come è sbagliato scusare l’insieme conciliare per quelle parti che sono ancora cattoliche. Per adeguare il proprio intelletto alla realtà si deve distinguere non solo tra le diverse parti, ma anche tra l’insieme e le parti.

Se poi alla Chiesa odierna applichiamo anche la seconda parte del confronto con la mela marcia, possiamo dire che è del tutto idoneo parlare di due chiese, la “Chiesa conciliare” e la Chiesa cattolica, dal momento che il conciliarismo lo si può trovare nella vita reale di tutta la Chiesa, anche se il conciliarismo e il cattolicesimo, al loro stato puro , si escludono l’un l’altro al pari del marciume e della mela. Ma essi, nella vita reale, non sono separabili, non più del marciume dalla sua mela o di qualunque parassita dal suo ospite. Nella vita reale vi è solo una Chiesa, la Chiesa cattolica, oggi affetta in tutto dal marciume conciliare.

Pertanto, nei confronti di un papa conciliare, è del tutto idoneo dire che egli è il capo di due chiese, perché, con le sue parole e i suoi atti, talvolta cattolici, talvolta conciliari, egli si pone continuamente a capo sia della Chiesa cattolica sia del marciume conciliare. Ma questo non significa che egli è il capo di due chiese in realtà separate, significa invece che è a capo sia del cattolicesimo sia del conciliarismo in quella reale Chiesa cattolica oggigiorno sfigurata in tutto dal marciume conciliare.

E perché, in nome del Cielo, i nostri capi della Chiesa sono così innamorati del marciume conciliare?

Per la moderna brama di libertà. Ma questa è un’altra storia.

Nel frattempo noi dobbiamo pregare con tutte le forze per Benedetto XVI perché possa vedere di nuovo la differenza tra la mela e il marciume!

Kyrie eleison.Londra, Inghilterra

Vero Papa? – I

Vero Papa? – I on Aprile 30, 2011

Dopo che tre settimane fa ( CE 195 del 9 aprile ) ho detto che la “beatificazione” di domani di Giovanni Paolo II farà di lui un Neo-Beato della Neo-Chiesa, mi è stato chiesto ragionevolmente se non fossi un cosiddetto “sedevacantista”. Dopotutto, se io dichiaro praticamente che Benedetto XVI è un Neo-Papa, come posso credere che sia ancora un vero Papa?

In realtà, io credo che egli sia ad un tempo Neo-Papa della Chiesa conciliare e vero Papa della Chiesa cattolica, perché i due ancora non si escludono completamente l’un l’altro, di modo che io non sono ciò che viene detto sedevacantista.

Ecco la prima parte del mio ragionamento:—

Per un verso, io ritengo che Benedetto XVI è un Papa valido, perché è stato validamente eletto Vescovo di Roma dai parroci di Roma, cioè dai Cardinali, nel conclave del 2005, e se anche per qualche difetto nascosto quella stessa elezione non fosse valida, essa è stata poi convalidata, come insegna la Chiesa, dal fatto che subito dopo la Chiesa del mondo intero lo ha accettato come Papa.

Di modo che, nei confronti di Benedetto XVI io voglio manifestare tutto il rispetto, la riverenza e il sostegno dovuti al Vicario di Cristo.

Per l’altro, dalle parole e dagli atti del Pontefice è evidente che egli è un Papa “conciliare” e capo della Chiesa conciliare. Cosa semplice da osservare dalle due ultime prove evidenti: la neo-beatificazione di domani di Giovanni Paolo II, gran promotore del Vaticano II, e la prossima commemorazione ad ottobre del disastroso evento di Assisi del 1986 voluto da Giovanni Paolo II, con cui si è violato il Primo Comandamento di Dio in nome dell’ecumenismo conciliare dell’uomo. Mentre questo Comandamento esclude tutte le false religioni ( Deut . V, 7–9), il Vaticano II praticamente le abbraccia tutte ( Unitatis Redintegratio , Nostra Aetate ).

Quindi, oltre ad essere il Vicario di Cristo, io credo che Benedetto XVI stia anche tradendo la sua sacra funzione di confermare i suoi fratelli nella Fede ( Lc . XXII, 32), tale che mentre io voglio rispettarlo debitamente come Pietro, ritengo anche di non poterlo seguire né obbedirgli (Atti V, 29) quando non si comporta come Pietro. Era questa la distinzione che faceva Mons. Lefebvre.

Da notare, però, che pur tradendo – almeno oggettivamente – la vera religione, Benedetto XVI ad essa ci tiene!

Per esempio, volendo evitare che Assisi III venga accusato di mischiare le religioni come Assisi I, egli ha disposto che la pubblica processione in comune di tutte le religioni sia silenziosa. Il che significa che mentre promuove l’errore, Benedetto XVI non vuole abbandonare la verità!

E nel suo condursi costantemente in questo modo, egli assomiglia ad un matematico che sostiene che 2 più 2 può fare 4 o 5!

Usata da un Papa, si tratta di una ricetta che genera nella Chiesa una totale e generale confusione, poiché chi segue il Papa su queste “matematiche” che una volta danno 4 e un’altra danno 5, finisce solo col produrre nella sua testa della pura contraddizione e confusione!

Ma bisogna anche notare che Benedetto XVI, come “matematico”, rivendica assolutamente che egli crede che 2 più 2 fa 4. E nei termini in cui la sua rivendicazione è sincera, ed egli sembra sincero – Dio solo lo sa per certo – Benedetto XVI non nega volontariamente ciò che sa essere le verità definite della Fede cattolica. Piuttosto egli sembra convinto, come dimostra Mons. Tissier, che le può “rigenerare” con l’aiuto del pensiero moderno!

Il che rende difficile che nel suo caso si possa provare l’accusa di eresia, ed è per questo che anche il suo amore e la sua promozione del 2+2=5 non fanno ancora di me un sedevacantista.

Madre di Dio, Sede della Sapienza, proteggici dalla confusione!

Kyrie eleison.Londra, Inghilterra

Lettere del Rettore

Lettere del Rettore on Aprile 23, 2011

Diversi lettori di “Commenti Eleison” potrebbero non avere familiarità con le “Lettere dal Direttore” richiamate qui un po’ di tempo fa ( EC 190 del 5 marzo ). Scritte ogni mese tra il 1983 e il 2003, per dare notizie del seminario San Tommaso d’Aquino, dove studiano i seminaristi della Fraternità San Pio X negli USA, queste lettere sono state riunite in quattro volumi, disponibili attraverso il sito internet truerestorationpress.​com/​4volsletters .

Una scozzese convertita da 18 anni le ha lette di recente. Ecco alcune delle sue interessanti osservazioni:—

“Queste lettere mi hanno sorpresa e stupita . . . . Io ero una “dippy hippy” del New Age che dal Demonio del New Age sono fuggita nella Chiesa Cattolica solo per scoprire che lo stesso Demonio era proprio nei suoi santuari . . . . I cardinali, i vescovi e i preti della Chiesa conciliare, non solo sono codardi e insinceri nella loro difesa del cattolicesimo, ma in molti di essi si riscontra anche una vera cattiveria allorché sembrano compiacersi nel fare a pezzi le sue tradizioni e il suo credo.”

Invece, “Queste lettere sono splendidamente e gloriosamente cattoliche . . . spiegano la follia dei cattolici conservatori ed Ecclesia Dei che tentano di risolvere la crisi della Chiesa senza criticare il Concilio.

Non è forse vero che tali cattolici considerano l’aspetto esteriore delle riforme conciliari, come nella liturgia e nella disciplina, mentre ignorano l’essenziale di esse e cioè il fondamentale intimo mutamento che si è prodotto nel modo di pensare la dottrina della Chiesa, come dimostrano i documenti conciliari sulla libertà religiosa e l’ecumenismo?”

“Le Lettere dal Direttore sul pluralismo e sulla visione liberale della dignità umana, spiegano meravigliosamente la natura di questo mutamento. Come esse ripetutamente dimostrano, è impossibile comprendere il mondo moderno e la collocazione della Chiesa al suo interno se non si coglie questo radicale mutamento nel pensiero della Roma moderna. E se i cattolici Ecclesia Dei obiettano che tali critiche radicali portano ad affermare che non avremmo un Papa valido, le Lettere forniscono degli argomenti che dimostrano ampiamente la saggezza delle posizioni della FSSPX, che non deviano né a sinistra con i liberali, né a destra con i ‘sedevacantisti’.”

“Sul come stabilire un rapporto col mondo moderno, gli uomini di Chiesa conciliari hanno poco di utile da dire. Sono troppo presi dal loro sogno rivoluzionario per essere in grado di affrontare le sue disastrose conseguenze. Non potrebbero mai scrivere Lettere come quelle del Direttore sui Pink Floyd, su Unabomber e Oliver Stone o sui ragazzi abbandonati, perché la direzione della Chiesa, invece di essere profondamente insoddisfatta dell’odierno mondo materialista, sembra che si muova sempre in accordo con esso.

Le Lettere dovrebbero essere lette solo per la loro storica valenza, ma forse il loro vero valore si appaleserà più tardi, solo quando la sesta età della Chiesa avrà inizio col trionfo del Cuore Immacolato di Maria.”

Ed ecco l’argomento decisivo della brava scozzese: “Per di più – e non avrei mai pensato di dire questo – le Lettere sui calzoni della donna mi hanno incoraggiata a rivedere il mio abbigliamento.”

Quando le donne la smetteranno di indossare i calzoni, davvero la Chiesa risorgerà!

Kyrie eleison.Londra, Inghilterra

Rimanere Vigili!

Rimanere Vigili! on Aprile 16, 2011

In una situazione del mondo così grave che si levano perfino delle voci per le quali il recente disastro del Giappone, con i suoi stimati 27.000 morti in tempo di pace, non sarebbe un atto di Dio, ma un atto dell’uomo (si veda HAARP tsunami su internet), cosa può fare un cattolico per salvare la sua anima?

In tutta verità egli non è in grado di fare molto per il mondo, ma per se stesso quanto meno può stare in guardia, rimanere vigile.

È Nostro Signore, nell’orto del Getsemani, che dice di stare in guardia anche prima di pregare, cioè tenere gli occhi aperti e non addormentarsi ( Mt . XXVI, 41). La ragione è ovvia. Se, come Pietro, Giacomo e Giovanni, io non sto in guardia ( Mt . XXVI, 43), cesso di pregare, magari, come nel loro caso, proprio quando Nostro Signore ha più bisogno.

Esattamente come molti cattolici negli anni ‘50 e ‘60, specialmente chierici, che non stettero in guardia sui segni dei tempi nella Chiesa e nel mondo e così rimasero completamente intrappolati nei passi sbagliati del Vaticano II.

È per questo che i “Commenti Eleison”, come facevano le “Lettere del Rettore”, si volgono costantemente all’osservazione dell’economia e della politica, per permettere ai cattolici di rimanere vigili sulla loro religione e le sue esigenze, che sono di gran lunga superate dalle Sue promesse ( I Cor . II, 9).

Così vediamo un esperto di Wall Street (si veda JSmineset.com , 30 marzo 2011) che dice: “il sistema finanziario è accartocciato senza rimedio. Al suo vertice non c’è neanchela volontà di rimediare ad alcunché, perché i sapientoni sanno che è impossibile. È il mondo creato dall’implosione della Lehman. Non è un bel ‘Mondo Nuovo’”. . . . Jim Sinclair dice che non importa quanta valuta fittizia, per così dire, creeranno le banche centrali . . . “Il danno è fatto e non c’è soluzione . . . per favore rendetevi materialmente autosufficienti ” (dice lui, ed io sottolineo).

Eppure, anche i cattolici tradizionali sono portati a sonnecchiare, per non dire ad abbandonarsi al sonno. Ecco due recenti testimonianze.

La prima è di un insegnante di una scuola tradizionale:—“Mi sento terribilmente solo nella battaglia, non nella battaglia con i nemici esterni del mondo, ma nella battaglia dentro la Fraternità San Pio X, che è diretta con tale sottigliezza che nessuno sembra rendersene conto. Lo stesso che accadeva tra i cattolici nel 1960 , lo stesso lento e graduale mutamento di comportamenti.”

La seconda è di un osservatore interno all’ambito cattolico tradizionale odierno negli USA:—“Ho l’impressione che la militanza cattolica sia in declino. Vedo molti cattolici tradizionali, specialmente padri di famiglia, che accettano l’andazzo del mondo. Per loro la lotta non è più importante. Si accontentano di avere la loro bella Messa domenicale e il lunedì mandano i loro figli alla scuola pubblica. Ogni novembre vanno a votare per il minore dei due mali, guardano (la conservatrice?) Fox News e dichiarano che il (conservatore?) Partito Repubblicano è la risposta a tutti i problemi del mondo. A mio modesto avviso, questa mancanza di militanza è diventata sempre più diffusa nel mondo cattolico tradizionale. Stiamo (noi laici) ritornando allo stesso insieme di circostanze che ha condotto al Concilio Vaticano II? Costituiscono i fedeli tiepidi la gran maggioranza del movimento tradizionale? Temo che per entrambe le domande la risposta sia: sì”.

In effetti, non è fin troppo facile rinunciare a provare a nuotare contro-corrente, e tanto accattivante da cadere nelle braccia di Morfeo? Il minimo, proprio il minimo che si possa fare per se stessi è scaraventare fuori il televisore.

Kyrie eleison.Londra, Inghilterra