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La Disintegrazione del Papa – III

La Disintegrazione del Papa – III on Maggio 1, 2021

Se questi “Commenti” di due settimane fa hanno elogiato il Superiore Generale della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, per la sua analisi del 12 marzo sull’assurda follia del “pensiero” di Papa Francesco, allora nessuno deve concludere che i “Commenti” di questa settimana cercano di colpire la Fraternità se continuano a dare un paio di suggerimenti al suo Superiore Generale. Ogni lingua del mondo ha sicuramente un’espressione che rappresenta quel proverbio secondo cui fare le cose è ben diverso che semplicemente parlarne. E don Pagliarani sta parlando nel modo giusto. A questo punto gli americani direbbero che gli manca solo di camminare nel modo giusto, secondo il suo discorso.

Infatti, se il Superiore Generale vuole veramente il bene della Fraternità di cui è Superiore, vorrà agire come ha agito il suo Fondatore, perché seguendo il Fondatore si serve la sua Opera, ma se lo si contraddice a parole od opere, si mineranno le fondamenta della sua Opera. Ora cosa ha contraddistinto l’Arcivescovo Lefebvre rispetto alle migliaia di suoi confratelli vescovi durante e dopo il Vaticano II? Egli diceva sempre che in centinaia uscirono dal Concilio decisi ancora a difendere la vera Fede Cattolica, ma che negli anni ‘70 Papa Paolo VI riuscì a infrangere la loro resistenza, soprattutto abusando della sua autorità. Quindi, mentre i vescovi hanno messo il Sistema al di sopra della Verità, l’Arcivescovo ha messo la Verità al di sopra del Sistema.

Ora, nella sua analisi del 12 marzo ha dichiarato che Papa Francesco sta praticamente abbandonando tutta la filosofia e la teologia Cattolica. Onorevole don Pagliarani, Lei dimostra di aderire realmente alla Verità e di essere consapevole del terribile pericolo che oggi Essa corre. Cosa ha fatto l’Arcivescovo quando negli anni ‘70 e ‘80 i Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno messo a repentaglio la Fede allo stesso modo? Ha messo il Sistema davanti alla Verità? O ha mirabilmente percorso il cammino della Consacrazione di quattro vescovi, anche al di fuori del Sistema, per garantire la sopravvivenza della Verità e del suo eroico discorso? Posso suggerirle due cose che può fare, una per la Chiesa e l’altra per lo Stato, per elevare il suo cammino al livello del suo discorso?

Aiuti la Chiesa più che può, come ha fatto l’Arcivescovo (e come Lei stesso ha fatto, nel Febbraio 2019, con la sua condanna assolutamente chiara della Dichiarazione Congiunta del Papa con il Grande Imam di Al-Azhar), non solo per la fedeltà dovuta alla dottrina Cattolica, ma anche per rigettare inequivocabilmente il Sistema degli uomini di Chiesa, tutt’ora impantanato nella dottrina Conciliare e suscettibile di contaminare qualsiasi sacerdote o responsabile della Fraternità che flirta imprudentemente con questi instrumenti di Belial. Nei confronti dei funzionari della Chiesa, così gravemente inadeguati, usare cortesia e carità, sì, ma un contatto amichevole, assolutamente no! Perché non ci può essere carità più grande verso tali traditori oggettivi, che rischiano una terribile eternità, che far loro capire come hanno bisogno di tornare alla buona dottrina. E Lei ha anche il dovere assoluto di allontanare i suoi stessi sacerdoti da loro, tanto possono essere pericolosi!

E per lo Stato allo stesso modo. Praticamente tutti gli Stati del mondo sono attualmente sotto il malcelato controllo dei bimillenari nemici di Dio e dell’uomo, che Dio sta usando per flagellare l’umanità apostata. In quella che è, da parte loro, radicalmente una guerra religiosa, a causa della cecità e debolezza dei Cattolici che dovrebbero fermarli, essi hanno acquisito il controllo delle nostre banche, della politica, dell’università, dell’arte, della cultura, della legge, della medicina e così via, tali per cui tutte queste cose oggi sono meri involucri anti-Cristiani di ciò che una volta era appannaggio della civiltà Cristiana. E di questo sono colpevoli i Cristiani a causa della loro mancanza di fede, che recentemente ha comportato, in una nazione un tempo grande, il furto della sua elezione nazionale, al quale si sono opposte troppe poche proteste, anche contro la massa di bugie e menzogne che ha tentato di nascondere la frode. Ora, dietro l’intera crisi artificiale del Covid non c’è l’impronta degli stessi nemici anticristiani? Padre, qualsiasi organizzazione Cattolica tradisce ulteriormente Cristo se non discerne e non interviene su chi e cosa è in gioco. Il Covid è un problema ancor più religioso che politico, e gli uomini di Dio devono dirlo, se il popolo di Dio vuole rimettersi in ginocchio. Che Dio sia con Lei.

Kyrie eleison.

P.S. Per il momento bastano “Commenti” sulla gravità del Modernismo. Per il periodo Pasquale, i prossimi due “Commenti” presenteranno la gioia di Beethoven (anche se non è direttamente gioia Cristiana, ma piuttosto derivata da essa)

La Disintegrazione Del Papa – II

La Disintegrazione Del Papa - II on Aprile 24, 2021

I distici in rima all’inizio o alla fine di ciascuno dei numeri di questi “Commenti” hanno normalmente solo due righe di dieci sillabe ciascuno per esprimere il loro punto, il che significa che possono essere così compressi da essere difficili da capire. La settimana scorsa è stata un esempio. Ma poiché ciò che stava dicendo va al cuore del grande errore che ha devastato la vera Chiesa cattolica sin dal Vaticano II (1962–1965), torniamo a quel distico per spiegarlo un po’ più in dettaglio. Eccolo di nuovo.

Dovremmo temere i Greci anche quando portano dei doni?

Ai modernisti neanche quei Greci si avvicinano lontanamente!

La prima delle due righe si riferisce a una famosa citazione in latino dal secondo libro dell’Eneide di Virgilio, che tradotta vuol dire: “Comunque sia, temo i Greci, anche quando portano dei doni”. La guerra di Troia va avanti da dieci anni e, nonostante gli enormi sforzi militari, l’esercito invasore greco non è ancora in grado di conquistare la città di Troia. I Greci ricorrono ad un inganno. Fuori dalle porte di Troia lasceranno un cavallo di legno cavo, ripieno di soldati greci come “dono” per i troiani. I Troiani stanno deliberando cosa fare con questo bel cavallo: dovrebbe essere portato dentro le porte della città? Un vecchio saggio Troiano dice di no, perché qualunque cosa sia, non può fidarsi dei Greci. Ahimè per Troia, il suo consiglio non viene accolto, il cavallo viene portato dentro, i soldati fuori escono di notte, Troia viene colta di sorpresa e i Greci vincono la guerra, grazie a quell’astuzia per cui erano famosi nel mondo antico. Tuttavia, la seconda riga del distico di sopra dice che anche l’inganno degli antichi Greci non si avvicina minimamente all’inganno dei modernisti di oggi che penetrano nel cuore della Città Cattolica e la distruggono da dentro fino alle sue fondamenta. Ma come può essere?

Diciamo che ciò è potuto accadere, nel corso dei secoli, a causa della progressiva perdita, da parte dell’uomo, della cognizione reale di Dio e della propria necessaria dipendenza da Lui. Questa perdita è stata intenzionale. Al principio dell’ultima era del mondo, la quale produrrà il più grande raccolto di anime destinate alla beatitudine della salvezza eterna, Dio Onnipotente aveva concesso la più grande grazia di sempre, l’Incarnazione del Suo unico e solo Figlio divino morto sulla Croce per sigillare nel Suo Sangue il Nuovo ed Eterno Testamento tra Dio e l’uomo, e per fondare la Chiesa Cattolica ed istituire i Sacramenti per dispensare i frutti di quella morte e Redenzione. E dopo un millennio e mezzo quella Chiesa era davvero riuscita a creare la civiltà Cristiana, incomparabilmente superiore a qualsiasi altra.

Ma dopo 1500 anni, l’orgoglio dell’uomo che fino ad allora era stato dominato dagli insegnamenti evangelici, cominciò a rivoltarsi contro Dio e a liberarsi della Sua Verità. Il Protestantesimo e il Giansenismo simulavano il Cattolicesimo, il Liberalismo fingeva di essere cristiano, il Comunismo fingeva di essere amico del popolo, e il disagio per i Cattolici di vivere in un mondo sempre più profondamente anti-Cattolico è divenuto sempre più insostenibile, soprattutto da quando le ipocrisie del mondo moderno diventano ogni momento sempre più “normale”. La suprema ipocrisia del Vaticano II, per mezzo del clero compiacente, ha snaturato i cattolici e disperso la vera Chiesa, in attesa che la punizione divina ripulisca le scuderie di Augusto.

Ma Dio non ha mai abbandonato la Sua Chiesa immutabile e qualsiasi anima che le rimane fedele, perché nessuna anima deve avere paura di essere abbandonata da Dio se non Lo ha abbandonato prima. Tuttavia, Dio può chiedere a tali anime di soffrire alquanto per ripagare la marea del peccato che sprigiona dall’umanità, in modo che devono rinunciare alle varietà di ipocrisie con cui gli uomini moderni ingannano se stessi o che Dio non esiste, o che essi non stanno preferente la propria realtà alla Sua . . .

Kyrie eleison

La Disintegrazione Del Papa – I

<b>La Disintegrazione Del Papa – I</b> on Aprile 17, 2021

In un’intervista rilasciata all’inizio del mese scorso, don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X, ha affrontato un argomento spesso ignorato, perché apparentemente impensabile, ma che è di suprema importanza nella Chiesa e nel mondo di oggi, vale a dire la disintegrazione del pensiero. Infatti, analizzando il pensiero di Jorge Mario Bergoglio, don Pagliarani conclude che Papa Francesco, col desiderio di raggiungere l’uomo moderno fino alle sue “periferie esistenziali”, ha abbandonato tutto il sistema di pensiero Cattolico, sia filosofico che teologico classicamente intesi. Ciò significherebbe che per raggiungere l’uomo moderno, Papa Francesco ha rinunciato alla dottrina Cattolica. Di seguito l’argomento del Superiore Generale.

Papa Francesco è “al di sopra” di tutti i sistemi di pensiero. Mentre per Giovanni Paolo II certe dottrine erano intoccabili, e mentre Benedetto XVI si è sempre preoccupato di apparire fedele alla Tradizione, al contrario Papa Francesco sta demolendo tutti i bastioni Cattolici del passato. Infatti, dopo che il Vaticano II (1962–1965), con la sua libertà religiosa e l’ecumenismo, ha annacquato il dogma e l’autorità della Chiesa, era inevitabile che anche il Suo insegnamento morale privo di dogmi avrebbe ceduto. Così, con la sua Amoris Laetitia del 2016, Papa Francesco ha introdotto, come solenne dottrina della Chiesa, un approccio completamente nuovo alla moralità, sulla quale fondare la nuova pastorale che la Madre Chiesa deve adottare per affrontare i fatti moderni. Non può più imporre Se stessa e le Sue leggi come ha sempre fatto. Ora deve ascoltare, capire e accompagnare i Suoi figli, e adattarsi passivamente ai loro capricci. Di conseguenza, i principi morali devono cambiare conformandosi alle mutevoli azioni umane da considerarsi il frutto di circostanze storiche in evoluzione.

Così Francesco fraintende l’amore: nessuna madre ama il suo bambino che sta annegando in un fiume pericoloso se si lascia annegare con lui. Fraintende la misericordia: non è misericordia lasciare un uomo in uno stato di peccato che dispiace a Dio. Con una tale falsificazione del vero amore e della misericordia di Dio, la Chiesa non solo rinuncia a tutto l’ordine soprannaturale, ma lascia l’uomo “libero” anche nell’ordine naturale, in modo che non rimanga alcun bastione, perché la Madre Chiesa si è adattata ai peccati del mondo, ai quali abbandona i Suoi figli. Con il Vaticano II si è conformata al mondo. Con Papa Francesco va oltre, adattandosi ai peccati del mondo, e lascia i Suoi figli, profondamente feriti dal peccato originale, senza nessuna grazia soprannaturale che li possa guarire.

Cosa propone allora papa Francesco come traguardi per la Chiesa e per il mondo? In primo luogo, l’imposizione universale di un’utopica (distopica) ecologia integrale, (Laudato sí, 2015) per prendersi cura di tutti gli aspetti materiali della Madre Terra (Pachamama); e in secondo luogo una fratellanza universale quasi massonica per prendersi cura dei propri simili (Fratelli tutti, 2019). Così la Madre Chiesa si riduce a un magistero puramente naturale, spogliato di ogni potere soprannaturale, al servizio dello Stato secolare in tutto il suo umanesimo laico, superiore – a quanto si suppone.

Il Superiore Generale conclude che la vera risposta a tutti i problemi moderni è il ritorno della Madre Chiesa alla Sua dottrina infallibile, che insegna la dimensione soprannaturale e l’esistenza del Paradiso eterno, la Caduta dell’uomo frutto del Peccato Originale, e l’assoluta necessità della Grazia di Cristo per vincere il peccato. La dottrina di Cristo Re incarna e prefigura l’eternità del Cielo, la vittoria del Redentore sul peccato e l’aiuto indispensabile della Grazia soprannaturale che Egli ha portato come Redentore per consentire agli uomini di arrivare al Cielo. E Sua Madre giocherà un ruolo molto speciale in quella che sarà la vittoria finale della Chiesa sul momentaneo trionfo dei subdoli e perniciosi errori.

Questa analisi del Superiore Generale relativa al pensiero e all’azione del Papa presenta una coerenza e una logica di cui tutti dovremmo essere grati. C’è sicuramente un po’ di luce ai vertici della Fraternità San Pio X. Diciamo sinceramente, grazie a Dio. Ma significa che la Fraternità è fuori pericolo? Questo è tutto da appurare. Il Dottore non ha di per sé le virtù del Martire. Per favore, Signore . . .

Kyrie eleison