Neo-Chiesa

La Disintegrazione del Papa – III

La Disintegrazione del Papa – III on Maggio 1, 2021

Se questi “Commenti” di due settimane fa hanno elogiato il Superiore Generale della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, per la sua analisi del 12 marzo sull’assurda follia del “pensiero” di Papa Francesco, allora nessuno deve concludere che i “Commenti” di questa settimana cercano di colpire la Fraternità se continuano a dare un paio di suggerimenti al suo Superiore Generale. Ogni lingua del mondo ha sicuramente un’espressione che rappresenta quel proverbio secondo cui fare le cose è ben diverso che semplicemente parlarne. E don Pagliarani sta parlando nel modo giusto. A questo punto gli americani direbbero che gli manca solo di camminare nel modo giusto, secondo il suo discorso.

Infatti, se il Superiore Generale vuole veramente il bene della Fraternità di cui è Superiore, vorrà agire come ha agito il suo Fondatore, perché seguendo il Fondatore si serve la sua Opera, ma se lo si contraddice a parole od opere, si mineranno le fondamenta della sua Opera. Ora cosa ha contraddistinto l’Arcivescovo Lefebvre rispetto alle migliaia di suoi confratelli vescovi durante e dopo il Vaticano II? Egli diceva sempre che in centinaia uscirono dal Concilio decisi ancora a difendere la vera Fede Cattolica, ma che negli anni ‘70 Papa Paolo VI riuscì a infrangere la loro resistenza, soprattutto abusando della sua autorità. Quindi, mentre i vescovi hanno messo il Sistema al di sopra della Verità, l’Arcivescovo ha messo la Verità al di sopra del Sistema.

Ora, nella sua analisi del 12 marzo ha dichiarato che Papa Francesco sta praticamente abbandonando tutta la filosofia e la teologia Cattolica. Onorevole don Pagliarani, Lei dimostra di aderire realmente alla Verità e di essere consapevole del terribile pericolo che oggi Essa corre. Cosa ha fatto l’Arcivescovo quando negli anni ‘70 e ‘80 i Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno messo a repentaglio la Fede allo stesso modo? Ha messo il Sistema davanti alla Verità? O ha mirabilmente percorso il cammino della Consacrazione di quattro vescovi, anche al di fuori del Sistema, per garantire la sopravvivenza della Verità e del suo eroico discorso? Posso suggerirle due cose che può fare, una per la Chiesa e l’altra per lo Stato, per elevare il suo cammino al livello del suo discorso?

Aiuti la Chiesa più che può, come ha fatto l’Arcivescovo (e come Lei stesso ha fatto, nel Febbraio 2019, con la sua condanna assolutamente chiara della Dichiarazione Congiunta del Papa con il Grande Imam di Al-Azhar), non solo per la fedeltà dovuta alla dottrina Cattolica, ma anche per rigettare inequivocabilmente il Sistema degli uomini di Chiesa, tutt’ora impantanato nella dottrina Conciliare e suscettibile di contaminare qualsiasi sacerdote o responsabile della Fraternità che flirta imprudentemente con questi instrumenti di Belial. Nei confronti dei funzionari della Chiesa, così gravemente inadeguati, usare cortesia e carità, sì, ma un contatto amichevole, assolutamente no! Perché non ci può essere carità più grande verso tali traditori oggettivi, che rischiano una terribile eternità, che far loro capire come hanno bisogno di tornare alla buona dottrina. E Lei ha anche il dovere assoluto di allontanare i suoi stessi sacerdoti da loro, tanto possono essere pericolosi!

E per lo Stato allo stesso modo. Praticamente tutti gli Stati del mondo sono attualmente sotto il malcelato controllo dei bimillenari nemici di Dio e dell’uomo, che Dio sta usando per flagellare l’umanità apostata. In quella che è, da parte loro, radicalmente una guerra religiosa, a causa della cecità e debolezza dei Cattolici che dovrebbero fermarli, essi hanno acquisito il controllo delle nostre banche, della politica, dell’università, dell’arte, della cultura, della legge, della medicina e così via, tali per cui tutte queste cose oggi sono meri involucri anti-Cristiani di ciò che una volta era appannaggio della civiltà Cristiana. E di questo sono colpevoli i Cristiani a causa della loro mancanza di fede, che recentemente ha comportato, in una nazione un tempo grande, il furto della sua elezione nazionale, al quale si sono opposte troppe poche proteste, anche contro la massa di bugie e menzogne che ha tentato di nascondere la frode. Ora, dietro l’intera crisi artificiale del Covid non c’è l’impronta degli stessi nemici anticristiani? Padre, qualsiasi organizzazione Cattolica tradisce ulteriormente Cristo se non discerne e non interviene su chi e cosa è in gioco. Il Covid è un problema ancor più religioso che politico, e gli uomini di Dio devono dirlo, se il popolo di Dio vuole rimettersi in ginocchio. Che Dio sia con Lei.

Kyrie eleison.

P.S. Per il momento bastano “Commenti” sulla gravità del Modernismo. Per il periodo Pasquale, i prossimi due “Commenti” presenteranno la gioia di Beethoven (anche se non è direttamente gioia Cristiana, ma piuttosto derivata da essa)

La Disintegrazione Del Papa – I

<b>La Disintegrazione Del Papa – I</b> on Aprile 17, 2021

In un’intervista rilasciata all’inizio del mese scorso, don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X, ha affrontato un argomento spesso ignorato, perché apparentemente impensabile, ma che è di suprema importanza nella Chiesa e nel mondo di oggi, vale a dire la disintegrazione del pensiero. Infatti, analizzando il pensiero di Jorge Mario Bergoglio, don Pagliarani conclude che Papa Francesco, col desiderio di raggiungere l’uomo moderno fino alle sue “periferie esistenziali”, ha abbandonato tutto il sistema di pensiero Cattolico, sia filosofico che teologico classicamente intesi. Ciò significherebbe che per raggiungere l’uomo moderno, Papa Francesco ha rinunciato alla dottrina Cattolica. Di seguito l’argomento del Superiore Generale.

Papa Francesco è “al di sopra” di tutti i sistemi di pensiero. Mentre per Giovanni Paolo II certe dottrine erano intoccabili, e mentre Benedetto XVI si è sempre preoccupato di apparire fedele alla Tradizione, al contrario Papa Francesco sta demolendo tutti i bastioni Cattolici del passato. Infatti, dopo che il Vaticano II (1962–1965), con la sua libertà religiosa e l’ecumenismo, ha annacquato il dogma e l’autorità della Chiesa, era inevitabile che anche il Suo insegnamento morale privo di dogmi avrebbe ceduto. Così, con la sua Amoris Laetitia del 2016, Papa Francesco ha introdotto, come solenne dottrina della Chiesa, un approccio completamente nuovo alla moralità, sulla quale fondare la nuova pastorale che la Madre Chiesa deve adottare per affrontare i fatti moderni. Non può più imporre Se stessa e le Sue leggi come ha sempre fatto. Ora deve ascoltare, capire e accompagnare i Suoi figli, e adattarsi passivamente ai loro capricci. Di conseguenza, i principi morali devono cambiare conformandosi alle mutevoli azioni umane da considerarsi il frutto di circostanze storiche in evoluzione.

Così Francesco fraintende l’amore: nessuna madre ama il suo bambino che sta annegando in un fiume pericoloso se si lascia annegare con lui. Fraintende la misericordia: non è misericordia lasciare un uomo in uno stato di peccato che dispiace a Dio. Con una tale falsificazione del vero amore e della misericordia di Dio, la Chiesa non solo rinuncia a tutto l’ordine soprannaturale, ma lascia l’uomo “libero” anche nell’ordine naturale, in modo che non rimanga alcun bastione, perché la Madre Chiesa si è adattata ai peccati del mondo, ai quali abbandona i Suoi figli. Con il Vaticano II si è conformata al mondo. Con Papa Francesco va oltre, adattandosi ai peccati del mondo, e lascia i Suoi figli, profondamente feriti dal peccato originale, senza nessuna grazia soprannaturale che li possa guarire.

Cosa propone allora papa Francesco come traguardi per la Chiesa e per il mondo? In primo luogo, l’imposizione universale di un’utopica (distopica) ecologia integrale, (Laudato sí, 2015) per prendersi cura di tutti gli aspetti materiali della Madre Terra (Pachamama); e in secondo luogo una fratellanza universale quasi massonica per prendersi cura dei propri simili (Fratelli tutti, 2019). Così la Madre Chiesa si riduce a un magistero puramente naturale, spogliato di ogni potere soprannaturale, al servizio dello Stato secolare in tutto il suo umanesimo laico, superiore – a quanto si suppone.

Il Superiore Generale conclude che la vera risposta a tutti i problemi moderni è il ritorno della Madre Chiesa alla Sua dottrina infallibile, che insegna la dimensione soprannaturale e l’esistenza del Paradiso eterno, la Caduta dell’uomo frutto del Peccato Originale, e l’assoluta necessità della Grazia di Cristo per vincere il peccato. La dottrina di Cristo Re incarna e prefigura l’eternità del Cielo, la vittoria del Redentore sul peccato e l’aiuto indispensabile della Grazia soprannaturale che Egli ha portato come Redentore per consentire agli uomini di arrivare al Cielo. E Sua Madre giocherà un ruolo molto speciale in quella che sarà la vittoria finale della Chiesa sul momentaneo trionfo dei subdoli e perniciosi errori.

Questa analisi del Superiore Generale relativa al pensiero e all’azione del Papa presenta una coerenza e una logica di cui tutti dovremmo essere grati. C’è sicuramente un po’ di luce ai vertici della Fraternità San Pio X. Diciamo sinceramente, grazie a Dio. Ma significa che la Fraternità è fuori pericolo? Questo è tutto da appurare. Il Dottore non ha di per sé le virtù del Martire. Per favore, Signore . . .

Kyrie eleison

Madiran – Conclusione

Madiran - Conclusione on Gennaio 9, 2021

Dopo aver dedicato a “L’eresia del XX secolo” del 1968 di Jean Madiran (1920–2013) sette numeri di questi “Commenti”, che considerano separatamente il Prologo e le sei Parti del libro, varrà la pena di ricucire le Parti per ricavare le principali lezioni relative alla situazione della Chiesa e del mondo di oggi, e una conclusione generale: come e quando la Chiesa ha smarrito la sua strada?

Fin dal Prologo Madiran ha sottolineato diversi punti chiave: il problema era all’interno della gerarchia ecclesiastica, nei i vescovi che, già cent’anni prima, in nome del progresso, avevano levato l’ancora e provocato un processo sovversivo che dalla metà del XX secolo sta portando il Cristianesimo al Comunismo. Il dramma è iniziato molto prima del Vaticano II. Alla radice c’è la perdita della Fede da parte dei vescovi . Il risultato finale sarà il trionfo del Comunismo. Nel 2020 la menzogna Covid ha aperto le nostre porte al Comunismo.

Nella Parte I Madiran ha messo a nudo, come ha fatto Pio X nella sua Enciclica Pascendi del 1907, il presupposto filosofico dell’apostasia dei vescovi, che hanno tradito la retta ragione sostituendola col soggettivismo della filosofia moderna, per cui qualsiasi verità, incluso il dogma Cattolico, diventa facoltativa. Abbandonata la realtà oggettiva, è l’oggetto che si deve adeguare alla mente piuttosto che la mente all’oggetto. L’uomo si è dunque emancipato dalla realtà. Questi folli principi sono il presupposto del disordine spirituale e morale della Chiesa e del mondo di oggi, in tutti i campi.

Nella Parte II Madiran denuncia l’abiura dei nuovi vescovi a favore di nuova religione che poteva solo essere in guerra con la religione Cattolica. I nuovi vescovi non avevano alcun diritto di imporre la loro falsa religione e, come ogni Cattolico laico, anche Madiran aveva tutto il diritto di opporsi a loro. È meraviglioso nel 2021 vedere un Arcivescovo Viganò assumere esattamente questa posizione, come ha fatto Mons. Lefebvre. C’è una verità Cattolica oggettiva e immutabile che la Provvidenza sostiene e che autorizza i Cattolici a non seguire i loro vescovi in errore grave.

Nelle Parti III, IV e V Madiran spiega il contenuto dell’eresia del XX secolo in sette Proposizioni, desunte dagli scritti del Vescovo di Metz che ha meglio inquadrato quell’eresia: 1 Tutto sta cambiando oggi, e quindi bisogna cambiare lo stesso concetto di salvezza di Cristo, 2 attraverso la socializzazione, perché 3 la fede di oggi deve ascoltare il mondo, e 4 la socializzazione del mondo è una grazia. 5 Infatti nessuna epoca è stata così fraterna, 6 né ha guardato avanti, cioè ha sperato, come quella atturale. Madiran commenta che questa socializzazione fraterna e piena di speranza equivale a una nuova religione, e la nuova religione è il Comunismo. E infatti, sin dal Vaticano II gli ecclesiastici si sono orientati sempre di più a Sinistra, e la loro religione umana è stata la loro nuova crociata, e l’uomo è stato il loro nuovo dio. E Gesù Cristo, la sua Madre Benedetta, il Paradiso e l’Inferno sono diventati un ricordo da dimenticare.

Nella Parte V Madiran presenta la settima Proposizione del Vescovo di Metz: 7 La legge naturale viene dall’interno dell’uomo, in altre parole non esiste una legge oggettiva per l’uomo che viene dall’esterno o che lo trascende. In altre parole non esiste la natura, il soprannaturale, i Dieci Comandamenti, nessuna vera carità, nessuna possibilità di società, per non parlare della società Cristiana. Tale sovversione consente solo il Comunismo. Qui è dove siamo arrivati, e molto più nel 2021 che nel 1968. In questa Parte Madiran scava fino alle radici stesse del disorientamento del mondo e dell’uomo moderno, che fanno dello Stato di polizia l’unica società possibile.

Madiran termina il suo libro con la Parte VI che ha concluso subito dopo aver vissuto le rivolte studentesche a Parigi della primavera del 1968, e che convalidavano le sue clamorose conclusioni. Nella Parte II aveva condannato i vescovi della Neo-Chiesa e le loro immonde teorie che stavano trasformando i giovani di allora in futuri barbari. Ed eccoli poco dopo a riempire di caos le strade di Parigi nel 1968 (e le strade degli USA nel 2020). Madiran ritiene i vescovi responsabili. Il Comunismo è una falsa soluzione. Dio solo è la Vera soluzione.

Kyrie eleison.

Madiran; L’Eresia

Madiran; L’Eresia on Novembre 14, 2020

Nel suo libro “L’eresia del XX secolo” Jean Madiran (1920–2013) denuncia la gravità dell’eresia (Prefazione), ne illustra la filosofia sottostante (Parte I), individua i vescovi come i responsabili (Parte II) e nelle Parti III, IV e V dimostra l’eresia stessa attraverso sette relative Proposizioni. Nella Parte III spiega le prime due in maniera approfondita, nella Parte IV le successive quattro in maniera concisa, e nella Parte V la settima Proposizione che lo stesso Madiran considera molto importante. La Parte III, oggetto dei “Commenti” di questa settimana, si suddivide in sei capitoli.

Nel primo Capitolo Madiran racconta che alla vigilia del Vaticano II (1962–1965) il clima religioso generale era già pestifero quando Mons. Schmitt, il Vescovo di Metz, città della Francia orientale, mise a fuoco tutta la pestilenza ancora indistinta. Con siete Proposizioni si può riassumere ciò che era di fatti la nuova religione che il vescovo stava sostenendo con tutta la sua autorità. Dichiarava (prima Proposizione) che il mondo moderno esige un cambiamento nel concetto stesso di salvezza portato da Gesù Cristo. E che (seconda Proposizione) l’idea Cattolica del piano di Dio non è abbastanza evangelica. In breve, (P2) la Chiesa, secondo il Vescovo di Metz, deve promuovere la “socializzazione” e (P1,2) superare la vecchia Chiesa che non era abbastanza collettiva ma troppo individualista nella pratica del Vangelo. Per Madiran, quel Vescovo non stava facendo altro che promuovere il Comunismo.

In definitiva il Vescovo di Metz, spiega Madiran nel secondo Capitolo, aveva abiurato. Infatti la “socializzazione” si basa su una visione della storia marxista, materialista e determinista, per cui come possono gli obiettivi spirituali del cristianesimo coincidere con quelli materialistici del Comunismo? Il Comunismo è un’ideologia da respingere per motivi religiosi, perché come sistema sociale pretende di sostituire il sistema sociale della Chiesa e con esso il Cristianesimo stesso.

Nel terzo Capitolo, Madiran respinge la pretesa di Mons. Schmitt secondo cui gli uomini di oggi capirebbero meglio di tutti la fraternità del Vangelo (cf. P2 qui sopra). Tale disprezzo di tutte le conquiste ed opere sociali della Chiesa pre-conciliare è ridicolo, e per i Cattolici, afferma Madiran, un narcisismo ripugnante.

Ecco perché già nel 1967, spiega Madiran nel quarto Capitolo, era evidente come il Vescovo Schmitt stava promuovendo niente meno che una nuova religione, o un’eresia, vandalizzando secoli e secoli di tradizione Cattolica. I vescovi francesi sono distruttori senza intelligenza né carattere, conclude Madiran. D’ora in poi spetta ai laici difendere il Catechismo e le basi stesse della Fede!

Nel quinto Capitolo, contro la necessità dell’aggiornamento (P1), Madiran ribadisce il Primo Comandamento e il nostro dovere di amare e servire il Dio immutabile e non il mondo che cambia. Né i tempi si adegueranno mai alla Chiesa, perché la Chiesa è con Gesù Cristo. Sono solo i cattolici mondani ad essere ammirati dal mondo. E contro la teoria secondo cui la Chiesa non praticherebbe abbastanza il Vangelo (P2), Madiran ricorda che i Santi non hanno mai inventato nulla per essere “abbastanza evangelici”, al contrario si sono sempre sforzati di essere il più fedele possibile alla Tradizione per mettere in pratica il Vangelo.

In conclusione, al sesto Capitolo, Madiran constata che non c’è nessuna verità da salvare dalla prima e seconda Proposizioni, dato che la nuova religione del Vescovo Schmitt è fondata sul rispetto umano e del mondo e finalizzata alla dannazione delle anime. La nuova religione non ha né vera autorità né vera obbedienza, l’uomo si sostituisce a Dio, davanti al quale, invece, l’uomo libero, rimasto fedele alla Tradizione cattolica sopravvissuta al Vaticano II, si inginocchia con sincera obbedienza riconoscendo in Dio l’unica fonte dell’autentica autorità. Tali cattolici non seguiranno mai la falsa religione dei poveri vescovi come il Vescovo di Metz. Aspetti lui stesso se vuole vederlo!

Kyrie eleison.

Madiran; i Vescovi

Madiran; i Vescovi on Ottobre 31, 2020

Come abbiamo già scritto in un “Commento” precedente, nel prologo del suo libro “L’Eresia del XX secolo” Jean Madiran ha attribuito la colpa di tale eresia, in modo equo e diretto, ai vescovi cattolici che precedettero subito prima e seguirono subito dopo il Concilio Vaticano II (1962–1965), in particolar modo ai vescovi di Francia che egli conosceva meglio. Il Capitolo I del suo libro, seguendo la grande Enciclica Pascendi di san Pio X del 1907, ha illustrato come le menti di questi vescovi fossero inadeguate alla realtà, per non parlare della conoscenza della dottrina Cattolica, a causa del soggettivismo della filosofia di Kant, che ora regna sovrana nei dipartimenti di filosofia di praticamente tutte le “università”. Nel Capitolo II Madiran esamina gli stessi vescovi Francesi, in sei sezioni liberamente collegate.

In primo luogo, spiega che per seguire questi vescovi dovremmo accettare di perdere una gran parte dei nostri tesori cattolici come San Pio X, il Canto gregoriano, il Tomismo, il Diritto Canonico, Nostra Signora, il patriottismo, l’eredità Greco-Latina, la pietà Mariana e, ultimo ma non meno importante, la devozione delle vecchiette che pregano. D’altra parte noi, ovviamente, ci rifiutiamo di disprezzare anche solo uno di questi tesori della famiglia Cattolica. Dietro a ciascuno di essi c’è l’amore di Cristo, mentre dietro a tutti i discorsi di “riciclaggio”, “rinnovamento” e “aggiornamento” c’è l’odio. E dietro tutte le conquiste della “civiltà Occidentale” c’è solo Cristo, non l’India, non l’Africa, e tanto meno la Cina.

In secondo luogo, la Neo-Chiesa ha proclamato a tutto il mondo la sua apostasia: la politica dei Neo-vescovi è quella di non convertire più nessuno. Eppure le basi della vita e della morte rimangono esattamente le stesse. Lasciate che la Chiesa ci insegni come vivere e morire. Siamo tutti troppo pieni dello spirito del mondo. Lasciate che i sacerdoti ci insegnino come arrivare in Paradiso!

In terzo luogo, questi vescovi affermano che “il cambiamento di civiltà” richiede “un concetto più evangelico della salvezza”, che comporta non solo “una nuova forma di parole”, che è ciò che dicono di voler intendere, ma un inevitabile nuovo contenuto delle parole, che significa una nuova religione. Vostre Eccellenze, la nostra risposta è “NO!” Inoltre, come Cattolico battezzato ho il diritto di esigere la vera Fede, perché la vostra “nuova forma di parole”, alla ricerca di un nuovo “concetto di salvezza”, è il fondamento, piuttosto eretico che goffo, di una nuova religione che contraddice la vera Fede.

In quarto luogo, fino al 1966 questi vescovi non avevano ancora disertato la Fede Cattolica, ma ora affermano che il loro è l’autentico Cristianesimo, quando in realtà la loro “mentalità post-Conciliare” sta rompendo con la vera Fede. La verità è che siamo nel mezzo di una guerra tra due diverse religioni. E attivamente o passivamente, tutti i vescovi sostengono la nuova religione. Qualche vescovo Cattolico deve parlare, perché le anime stanno morendo! Mons. Lefebvre, stai ascoltando?

Non abbiamo bisogno di vescovi che ci dicano di essere moderni. Siamo tutti troppo moderni. E la tecnologia e la filosofia moderna non sono affari dei vescovi Cattolici! Conosciamo quanto basta i moderni per disprezzarli. Marx, Nietzsche, Freud sono dei meri mercanti di fantasia. Svegliatevi!

In quinto luogo, la Neo-Chiesa sta distruggendo la formazione, l’insegnamento e l’istruzione. Rimpinzando i giovani solo di ciò che è moderno e che già traboccano, li illudete e li insuperbite. E ricolmi di vuoto diventeranno i barbari di domani. Così facendo, tradite non solo la Fede ma tutta la civiltà. Tornate alla Tradizione! Dio, donaci dei veri vescovi!

In sesto luogo, l’autorità dei vescovi si basa solo sulla Verità, la legittimità e la legge. Se questi vescovi avessero ragione, la Chiesa della Tradizione non esisterebbe più. Ma la Verità è primariamente affar loro, così che non hanno l’autorità per cambiare la Fede, e se lo fanno non hanno l’autorità per essere obbediti, né li lasceremo in pace. Ci aspettiamo da loro la certezza, la purezza e la santità dell’immutabile Fede Cattolica.

(Nella sezione 4 di cui sopra, l’Arcivescovo Lefebvre non è menzionato esplicitamente, ma era nella mente di Madiran. Due anni dopo l’Arcivescovo ha fondato la Fraternità San Pio X, e il resto è storia).

Kyrie eleison.

Madiran la Filosofia

Madiran la Filosofia on Ottobre 17, 2020

Come Papa Pio X nella sua grande Enciclica anti-modernista del 1907, “Pascendi”, Jean Madiran nel suo libro “L’eresia del XX secolo” parte dalla filosofia, perché per entrambi il motivo che ha reso le menti moderne incapaci di comprendere il cattolicesimo è di natura filosofica piuttosto che teologica. Così la prima delle sei parti del libro di Madiran ha come titolo “Preambolo filosofico”. Sorprendentemente, l’autore stesso dice ai lettori che possono saltare il Preambolo se vogliono, probabilmente per risparmiare tempo a coloro che sono giustamente allergici alle delinquenziali assurdità che provengono dalle cosiddette “università” contemporanee. In effetti, il tema del libro di Madiran è tanto dipendente dalla vera filosofia quanto indipendente dalla “filosofia” odierna, o pseudo-filosofia.

Ma perché e come la Fede soprannaturale dipende dalla filosofia, che è lo studio razionale di tutta la realtà naturale, o l’elevazione, per così dire, del (vero) buon senso dal livello amatoriale al livello professionale? La Fede sopranaturale non è infinitamente superiore alla filosofia intrinsicamente naturale? Risposta: La produzione di buon vino da parte di un vignaiolo non dipende dalle bottiglie di vetro pulite e intatte, anche se senza di esse il produttore non riuscirà a mandare avanti la sua attività, perché se le bottiglie sono sporche o crepate nessuno acquisterà il suo vino, a prescindere dalla sua bontà. Quindi il viticoltore dà per scontato di essere fornito di bottiglie pulite e intatte. Rispetto al vino, la bottiglia di vetro non vale quasi nulla quando è vuota, ma è assolutamente necessario che sia senza crepe o sporcizia per poter contenere il vino.

Ora la ragione umana è come la bottiglia. Seppur sia solo una facoltà naturale, quando essa giungerà alla morte dovrà, pena l’eterna condanna, necessariamente contenere il vino soprannaturale della Fede (Mc. XVI, 16). La Fede è un dono supremo di Dio mediante la quale la ragione di un uomo è soprannaturalmente elevata a credere, ma se quella facoltà di ragione è viziata da errori e miscredenze umane allora, come la bottiglia sporca, rischia di sporcare il vino della Fede di Dio, per quanto divina di per sé sia quella convinzione. E il modernismo è un errore così radicale che rovinerà, o minerà, qualsiasi Fede, per quanto pura, riversata in quella mente. E come il vino versato in una bottiglia sporca non può fare a meno di essere rovinato, così la Fede cattolica versata in una mente moderna non potrà che essere minata. Questo insegnano Pio X, de Corte, Calderón e Madiran, insieme a tutti i maestri che hanno colto l’oggettiva malizia di una mente soggettivista.

E come ha fatto Madiran a dimostrare che i vescovi francesi negli anni ‘60 erano privi della ragione cattolica? Egli parte da una loro dichiarazione ufficiale del dicembre 1966 (p. 40) dove affermano che “per una mente filosofica” le parole “persona” e “natura”, cruciali per la cristologia (teologia cattolica di Cristo), hanno cambiato il loro significato fin dai tempi di Boezio (che ha elaborato la definizione di “persona”) e dell’Aquinate (che ha rafforzato la definizione di “natura”). In altre parole, per i vescovi francesi la filosofia moderna ha superato e sostituito la filosofia classica, da sempre incorporata nella dottrina immutabile della Chiesa, rendendo il tomismo obsoleto e impraticabile “per una mente filosofica”.

Ma in una Chiesa in cui la dottrina si è sempre adeguata a ciò che non cambia mai nella realtà extra-mentale, questa prospettiva dei vescovi francesi si configura essere assolutamente rivoluzionaria. Può solo significare, dice Madiran (43), che stanno aderendo alla rivoluzione copernicana filosofica di Immanuel Kant (1724–1804) che ha posto la “realtà” non più fuori ma dentro la mente. Tuttavia (45, 46), non vi è alcun obbligo, tranne che nell’ambito della filosofia kantiana, di accettare questa interiorizzazione della realtà. Solo, sulla base di soggettive premesse si arriva inevitabilmente a irreali conclusioni. La scelta (im)morale da parte dei vescovi francesi di seguire Kant e abbandonare l’Aquinate, dimostra la loro apostasia implicita (50) e l’adesione ad una religione anti-naturale. Stavano dichiarando la loro indipendenza dalla verità di Dio attraverso il loro rifiuto della realtà di Dio e dell’Ordine che Egli a impiantato nella Natura (60–63).

Madiran conclude la sua Parte I spiegando che mentre il tomismo corrisponde all’esperienza umana di tutti i tempi e di tutti i luoghi (66), il kantismo ha separato i vescovi francesi dalla realtà, come ha fatto per la mente dell’epoca moderna, alla quale tanto questi vescovi vogliono piacere (67).

Kyrie eleison.