resistenza

La RAGIONE della “RESISTENZA”

La RAGIONE della “RESISTENZA” on Febbraio 10, 2024

Dio ci ha dato il vecchio santo saggio di cui sapeva che avevamo bisogno.

Come può un giovane pensare di poter condurrci meglio?

Meno di un mese fa, il 24 gennaio, il Priore brasiliano del Monastero Benedettino Tradizionale di Santa Cruz, situato sulle alte colline brasiliane alle spalle di Rio de Janeiro, Mons. Tomas de Aquino, ha pubblicato una severa denuncia nei confronti di un importante esponente, attivo a livello mondiale, del movimento Cattolico Tradizionale. Ma i Tradizionalisti non hanno già abbastanza problemi dall’esterno della Tradizione da dover litigare anche tra di loro? Normalmente questo è il buon senso Cattolico, ma non se è in gioco la base stessa del Cattolicesimo, la Fede Cattolica. Fino ad ora, nella lotta tra Roma e la Fraternità San Pio X, è stata constantamente in gioco. Ma lasciamo che i lettori giudichino da soli se il Vescovo de Aquino, come pastore del gregge di Nostro Signore, abbia fatto qualcosa di diverso dal suo dovere denunciando questo lupo travestito da pecora. 

La ragione dell’esistenza della Resistenza non è altro che il Vescovo Fellay, le sue parole e le sue azioni. Le sue parole hanno minimizzato la gravità della crisi e del Concilio. Le sue azioni hanno esposto la Tradizione a subire lo stesso destino delle comunità Ecclesia Dei. 

Il Vescovo Fellay non ha parlato come l’Arcivescovo Lefebvre, il quale ha denunciato con forza gli errori del Concilio e gli uomini di Chiesa che ne sono stati la causa. Mise in guardia praticamente tutti i papi sulle loro responsabilità. Disse a Giovanni Paolo II che se avesse continuato sulla strada dell’ecumenismo non sarebbe stato più il buon pastore, e sul disegno su Assisi disse, con immagini e parole, che Giovanni Paolo II sarebbe andato all’inferno se avesse continuato a essere un ecumenista. Disse al cardinale Ratzinger che lui, Ratzinger, era contrario alla Cristianizzazione della società. L’Arcivescovo ha denunciato l’apostasia del Vaticano II. ( . . . ). Ha difeso sacerdoti e fedeli dal contagio modernista. Si Ha esposto a una scomunica invalida e infame. In difesa della Francia non si è tirato indietro di fronte al pericolo musulmano. Ci ha protetto dalla tentazione accordista di Dom Guérard. È stato, insomma, come i vescovi di un tempo: il difensore del Cristianesimo e del suo fondamento, che è la Fede. È stato l’uomo delle virtù teologiche, che ha sostenuto la nostra fede e tutte le virtù. 

E il Vescovo Fellay? Ha continuato le azioni dell’Arcivescovo Lefebvre? No. Sia a parole che nei fatti, Fellay ha preso le distanze da Mons. Lefebvre. Per quanto riguarda l’eresia della libertà religiosa, ha minimizzato la gravità di ciò che il Concilio aveva detto. Non ha reagito agli errori Mons. Fellay. Non parlò delle due Chiese, come fece l’Arcivescovo. Non ha distinto chiaramente la Chiesa ufficiale dalla Chiesa Cattolica, ma ha parlato di una “Chiesa Concreta”, confondendo i fedeli e persino i sacerdoti. Di che tipo di Chiesa si tratta? Dobbiamo per forza essere in questa Chiesa? Noi siamo nella Chiesa Cattolica. Riconosciamo il Papa, ma non la Chiesa conciliare di cui parlava il Cardinale Benelli. Riconosciamo il Papa, ma non la sua dottrina o le sue azioni contrarie alla Tradizione. Questi atti non sono Cattolici, ma anti-Cattolici. 

È stato sotto l’influenza di Fellay che il Capitolo del 2012 ha modificato il principio enunciato dal Capitolo del 2006: non può esserci accordo pratico senza accordo dottrinale. Questo principio non è piaciuto a Fellay ed è stato modificato. A certe condizioni, la Fraternità può ora raggiungere un accordo pratico senza un accordo dottrinale. È una scappatoia legale che apre la strada per condurre la Fraternità sulla via delle comunità Ecclesia Dei. Non è ancora arrivato a tanto, ma ha abbassato la guardia, e Roma ne ha approfittato. Il Vescovo Fellay ha represso l’opposizione dall’interno della Fraternità espellendo Mons. Williamson e altri sacerdoti; poi ne ha punito altri ancora, come i sette decani che avevano giustamente protestato contro il documento sul matrimonio di Roma. Fellay ha disorganizzato la Tradizione, si è allontanato dalla linea di Mons. Lefebvre e ha fatto sì che anche altri se ne allontanassero. Resistere a questo allontanamento è stato il motivo per cui è nata la “Resistenza”. 

Vogliamo seguire l’Arcivescovo Lefebvre in tutto, nella dottrina e anche nelle soluzioni pratiche, perché, come insegnano Aristotele e San Tommaso, gli esempi degli antichi servono come principi di azione. Seguiamo Mons. Lefebvre nella dottrina e nell’azione, soprattutto in relazione alla Roma modernista, e lo facciamo per essere fedeli alla Roma Eterna, maestra di verità e santità. 

Kyrie eleison.

Scivolamento del mondo

Scivolamento del mondo on Novembre 23, 2019

Non è solo la Fraternità di San Pio X che sta scivolando, è il mondo intero che scivola, nel cuore degli uomini. E come “non si può cavare sangue da una rapa” e “non si possono fare mattoni senza paglia”, così non si può sperare che le istituzioni di ieri non vengano svuotate dagli esseri umani di oggi, come tanti palloncini afflosciati da cui è stata fatta uscire l’aria. Ecco la risposta interessante di uno che sta ancora pensando, quando gli è stato chiesto cosa intravedeva per il futuro della “Resistenza”, della FSSPX, della Chiesa e del mondo –

«Per quanto riguarda la “Resistenza” non ci sarà un grande incremento di numeri, né una grande messe di anime, semplicemente perché manca il materiale umano adatto. Come si può fare qualcosa di cattolico con delle persone che hanno poca o nessuna idea di vero e di falso, di giusto e sbagliato, di ciò a cui veramente si deve resistere? Verità e diritto sono stati minati, e sempre più persone hanno rinunciato a credere che sono di una qualche importanza, sia perché l’uomo è un animale sociale che prende le sue caratteristiche da coloro che lo circondano e che oggi hanno rinunciato massicciamente alla verità e al diritto, sia perché la vita è molto meno esigente se verità e diritto sono insignificanti. E allora si può lasciare andare con la corrente, e non c’è nulla a cui si debba resistere.

«Per quanto riguarda la FSSPX, se Mons. Fellay ha paura, la sua paura si estenderà al resto della Fraternità e da lì al resto della Chiesa, in quanto la Fraternità di Mons. Lefebvre, nel suo periodo di massimo splendore, era il nerbo della spina dorsale della Chiesa. Senza tale nerbo prevarrà un morbido conciliarismo, con un Messale ibrido nel quale è mischiata la Messa Tridentina con la Nuova Messa; con una “ermeneutica della continuità” che mischia la dottrina cattolica con il Vaticano II; con sacerdoti e riti dubbi che rendono possibile un’illusoria ripresentazione degli anni Cinquanta. E così la Chiesa finirà con nessuno che dice ancora la Verità, e la “luce del mondo” si ridurrà solo ad un bagliore tenue e facoltativo, e il “sale della terra” non sarà più in grado di ostacolare la corruzione universale.

«Conseguentemente, il mondo diventerà sempre più degenerato, sempre più volutamente artificiale, perché la Chiesa è stata la protettrice soprannaturale, per la grazia infusa nelle anime degli uomini, di tutto ciò che è naturale nella creazione di Dio. E in questo Nuovo Ordine Mondiale anche i resti della vera Chiesa continueranno ad essere perseguitati dall’odierna sottile-aggressiva intimidazione. Sotto l’apparenza di una tacita tolleranza, la realtà è un’incessante pressione a conformarsi – “E’ meglio che tu sia ‘politicamente corretto’, come tutti gli altri, o faremo di te un fuori casta”. A questa pressione esterna corrisponde una misteriosa debolezza della mente moderna che non è in grado di mantenere in sé alcuna verità. Il Diavolo poi si intromette a livello naturale e fa oscillare la mente a sinistra, lontano da Dio, facendo dubitare i cattolici – ‘Chi sono io per dire che Mons. Lefebvre aveva ragione? I suoi nemici erano davvero malvagi? Chi sono io per giudicare?’ E con questo stato d’animo è facile tradire . . .

«E’ stato il Concilio degli anni ‘60 che ha irradiato la confusione negli anni ‘70, e da allora ha avuto un altro mezzo secolo di diffusione, con la FSSPX che ha lavorato segretamente per il nemico negli ultimi 20 anni . . . ».

Questa visione del futuro è molto fosca, ma è una previsione realistica a livello meramente umano. Fortunatamente Dio è Dio, Egli esiste davvero, e i Suoi pensieri non sono i nostri pensieri, né le nostre vie le Sue vie. «Quanto il cielo sovrasta la terra,tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri» (Isaia LV, 9). Né questo Dio sarà vanificato dalle macchinazioni degli uomini: « . . . così sarà della parolauscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto,senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata. Voi dunque partirete con gioia,sarete condotti in pace. I monti e i colli davanti a voi eromperanno in grida di gioia e tutti gli alberi dei campi batteranno le mani. Invece di spine cresceranno cipressi,invece di ortiche cresceranno mirti; ciò sarà a gloria del Signore, un segno eterno che non scomparirà» (Isaia LV, 11–13).

Kyrie eleison.

Conversione moderna

Conversione moderna on Ottobre 19, 2019

Se oggi qualcuno è tentato di pensare che Dio Onnipotente si è dimesso dal governo della Sua Chiesa o del mondo, ci sono testimonianze che giungono alla sede di questi “Commenti” che mostrano chiaramente – almeno secondo il parere di questo Commentatore – che lo Spirito Santo è ancora all’opera. Un cattolico che aveva abbandonato racconta qui di seguito come è tornato in Chiesa, come ha poi trovato la Tradizione cattolica e subito dopo la “Resistenza”, e che significato ha per lui tutto questo. In mezzo alla confusione e allo scoraggiamento che tutti conosciamo, egli scrive con notevole ampiezza e serenità, segno che è sicuramente guidato da Dio.

Sono un uomo sposato con due figlie, una quasi adolescente e l’altra bambina. È a mia nonna che devo il mio ritorno alla Fede. Un giorno di cinque anni fa ero di passaggio accanto ad una chiesa quando, all’improvviso, ho pensato a lei che recitava il Rosario, e sono stato spinto ad entrare in chiesa per pregare. Da allora ho ricominciato a pregare di nuovo e a partecipare alla Messa. Naturalmente all’inizio si è trattato della Nuova Messa, fino a circa tre anni fa, quando ho scoperto l’esistenza della Tradizione cattolica.

Da allora io e la mia famiglia abbiamo frequentato la locale cappella della Fraternità San Pio X, dove siamo stati accolti con grande gioia dal sacerdote e dalla congregazione. Ma ben presto ho scoperto che c’erano molte divisioni nella cappella, e quindi potete immaginare la difficoltà che ho avuto nel capire cosa stava succedendo. Essendo arrivato da poco tempo alla Tradizione, ho avuto bisogno di molta pazienza, coraggio e perseveranza per poter restare e non andare via nei primi sei mesi! Ma la nostra sete di verità e la ricerca delle radici hanno superato la nostra paura e così siamo rimasti, grazie a Dio.

Ho capito che la FSSPX è veramente una parte santa della vera Chiesa cattolica di Cristo, ed è per questo che almeno per il momento sto all’interno della Fraternità, con la mia famiglia. Ma ascolto sempre quello che hanno da dire i sedevacantisti e i “Resistenti”, per continuare a riflettere. Ho un’enorme ammirazione per Mons. Lefebvre, vero uomo di Dio, santo successore degli Apostoli. Vedere la sua Fraternità vacillare sotto la pressione infernale del mondo è molto difficile da sopportare, e ci impone di pregare ancora di più.

Certamente la Fraternità ha ancora molto da fare, perché può ancora fare molto bene. E lo stesso può fare la cosiddetta “Resistenza” che svolge, a ragione, il ruolo di guard-rail ogni volta che la Fraternità vacilla fuori rotta e vacilla sotto gli attacchi del mondo moderno e le tentazioni degli ecclesiastici conciliari. Sono convinto che la “Resistenza” ha un ruolo vitale da svolgere, e che Nostro Signore la fa esistere per un grande bene, anche all’interno della Fraternità, anche se sembra esserne fuori. Personalmente mi considero un fermo resistente rispetto a tutti quanti non attaccano chiaramente, a testa alta, il Concilio Vaticano II che è stato ispirato dal Diavolo. Dopo tutto, come si può vivere da veri cattolici oggi senza resistere ovunque e continuamente? Così, essere cattolico in questo contesto non è la cosa più dura e più bella che ci sia? Grazie, nonna, per aver pregato Gesù e Maria per me!

In questa vita noi non vediamo mai Dio stesso, ma Lo vediamo all’opera: le preghiere di una nonna; la preghiera di un’anima come primo e più importante passo; la partecipazione alla Messa come passo successivo: la Nuova Messa che porta ancora la grazia, per quanto possa essere strozzata; l’anima cattolica a cui in qualche modo viene mostrata la Tradizione da Dio e quindi gravita verso di essa; il rifugio in una cappella locale della Fraternità, e l’accoglienza, solo per iniziare la prossima severa prova! Prova superata dal bisogno di radici e dall’amore e dalla ricerca della verità, che si fissa nello spirito che rimane desto in mezzo a tutta la confusione, ma ancorato nel rispetto per Monsignore e l’avversione per il Vaticano II, approfittando sia della Fraternità sia della “Resistenza” per ciò che entrambe hanno potuto dargli, senza escludere nessuna delle due; il riconoscimento che ogni cattolico deve nuotare controcorrente, e infine la gratitudine per come Dio lo ha condotto. Tante lezioni in poche parole. Che Dio benedica lo scrivente, e mantenga lui e la sua famiglia fedeli fino alla morte. Hanno buone possibilità.

Kyrie eleison.

Unita’ della “Resistenza”

Unita’ della “Resistenza” on Agosto 3, 2019

Con l’intento di estinguere il fuoco dell’orgoglio, questi “Commenti” scelgono raramente di mettere in evidenza i risultati conseguiti dai sacerdoti e dai laici che dal 2012 operano per assicurare la sopravvivenza dei principi e della pratica cattoliche, soprattutto ma non esclusivamente all’interno della Neofraternità San Pio X, cioè di quella Fraternità che sta scivolando tra le braccia di Roma. Naturalmente, i capi della Neofraternità condannano il cosiddetto movimento della “Resistenza” o della “Fedeltà”, sottolineando in particolare le divisioni sorte tra i vari sacerdoti. Ma è giunto il momento di evidenziare la contrastata unità della “Resistenza” cattolica.

Ad esempio, un osservatore di lunga data dello scenario della “Resistenza” fa le seguenti pertinenti osservazioni: L’argomento principale dei Superiori della Neofraternità contro la “Resistenza” è quello di mettere in evidenza le divisioni tra i sacerdoti Resistenti. Ma mentre vari sacerdoti Resistenti hanno una varietà di doni vocazionali che danno origine a diverse opere della “Resistenza” (ad esempio: un Seminario, un Monastero, un Priorato, una Missione, etc.), tra tutti loro regna una notevole unità riguardo al fine da perseguire: la sopravvivenza della Fede cattolica. Al contrario, la Neofraternità è un gigante con i piedi di argilla, tenuto insieme solo da misure disciplinari, dal timore di sanzioni e da interessi personali, ma quanto al fine perseguito essa è molto divisa: accordo o non accordo con Roma; matrimoni sotto l’autorità ufficiale, o no; flirtare o no con i vescovi conciliari – la Neofraternità è incrinata in tutte le direzioni.

Ancora una volta, quello che vediamo oggi è che tutti i cattolici, senza eccezione, sono minati dalla separazione tra la Verità cattolica e l’Autorità cattolica. E questa separazione è il risultato del tradimento consapevole o inconscio dei 2000 vescovi e dei due papi che hanno progettato e attuato il Vaticano II. Ne consegue che, nel 2019, la “Resistenza”, che tiene alla Verità, soffre di divisioni esteriori dovute alla mancanza di Autorità, perché il bisogno di autorità non può creare dal basso la sua realtà: per definizione l’autorità può venire solo dall’alto. Da parte sua, la Neofraternità, che tiene all’Autorità romana, soffre la divisione interiore per la mancanza di Verità, perché quell’Autorità romana si aggrappa tuttora alle menzogne del Vaticano II.

Ma è la Verità ad essere lo scopo dell’Autorità, e non il contrario. “Pietro, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Lc. XXII, 32). In altre parole, prima recupera la tua vacillante fede nella Verità, poi esercita la tua Autorità sugli altri Apostoli. Questo perché in un mondo decaduto, la Verità interiore ha bisogno dell’Autorità esteriore per essere difesa, ma se l’Autorità esteriore non difende più la Verità interiore, allora ha perso la sua vera ragione d’essere, e diventa fine a se stessa, in definitiva una tirannia al servizio degli posizioni personali, come con Paolo VI e i successori di Monsignore.

Così, per quanto abbondanti siano le miserie personali dei singoli Resistenti, purché fedeli alla Verità, la “Resistenza” sopravvivrà alla Neofraternità, proprio come la Fraternità di Monsignore, fin quando rimarrà fedele alla Verità, dominerà e alla fine sopravvivrà ai Romani Conciliari. Il problema ultimo non è quello delle persone o dell’Autorità, ma delle dottrine e della Verità. Così, quando all’inizio degli anni 2000 l’allora successore di Monsignore si appellò all’Autorità per risolvere le divisioni all’interno della Fraternità, dimostrò di essere addentro al cammino conciliare: preferendo l’Autorità alla Verità, e la volontà alla ragione. Come risultato, la Fraternità di Monsignore è stata trasformata in una tirannia, e sebbene il tiranno sia stato apparentemente allontanato dalla sede del potere, con l’elezione di un anno fa, in realtà egli è di nuovo tornato lì. Questo è il nostro mondo moderno – le apparenze nascondono la realtà.

Kyrie eleison.

Attivitá della “Resistenza”?

Attivitá della “Resistenza”? on Ottobre 20, 2018

Questa volta è una nonna che scrive a “Commenti Eleison” con una preoccupazione ampiamente condivisa da lettori e amici che simpatizzano in generale per gli obiettivi del movimento della “Resistenza”, ma che si chiedono che cosa esso stia facendo oggi per aiutare la loro situazione. Ecco la sua lamentela, leggermente riassunta:—

Sono molto delusa dalla mancanza di leadership che oggi si manifesta nella Fraternità e nella Resistenza. Noi sosteniamo la Resistenza ma non sappiamo nulla di ciò che sta facendo. Lei ha recentemente consacrato tre Vescovi, ma qual è la loro funzione? Che cosa stanno facendo, danno conforto e speranza ai fedeli? Non sentiamo parlare neanche di loro. Speravamo che Lei e gli altri tre Vescovi formaste qualche sorta di opposizione alla Fraternità. Non è possibile? Diversi sacerdoti molto decisi hanno lasciato la Fraternità. Non potrebbero formare una “contro-Fraternità”? Sicuramente Dio si aspetta qualcosa di più delle semplici preghiere. Anni fa ha suscitato Monsignore per proteggere la Sua Chiesa. Oggi, lascerebbe noi fedeli seguaci in asso? Io penso oggi che molti cattolici della Tradizione stiano cercando disperatamente una forte leadership, sia nella Fraternità sia nella Resistenza.

Cara nonna,

Mi permetta di iniziare rispondendo con un famoso episodio della storia romana prima di Cristo. Nel 216 AC l’esercito romano, normalmente imbattibile, andò a combattere i Cartaginesi guidati da Annibale che aveva invaso l’Italia e stava minacciando la stessa città di Roma. Ma nella battaglia di Canne nel Sud Italia i Romani si lasciarono manovrare e circondare da Annibale, così che furono massacrati dai Cartaginesi. Ci fu costernazione a Roma. Cosa si dovrebbe fare? Alcuni Romani volevano organizzare un altro esercito e affrontare di nuovo Annibale, ma il consiglio del Console Fabio fu di evitare la battaglia, se possibile, e invece osservare attentamente il nemico, e aspettare fino a che non avesse deciso di tornarsene a casa. Il consiglio era buono e venne seguito. Alla fine i Cartaginesi ritornarono a casa, dove il loro esercito fu schiacciato dai Romani quattordici anni dopo. “Fabio il temporeggiatore” aveva vinto.

Nessun paragone funziona perfettamente. Così, dopo la schiacciante sconfitta della Chiesa al Vaticano II (1962–1965), qualcuno avrebbe mai detto che Mons. Lefebvre avesse torto a metter su in pochi anni quell’esercito che avrebbe potuto combattere i modernisti? Sicuramente no. Ma il Vaticano II fu una grande battaglia che lasciò abbastanza buoni combattenti sparsi intorno a Monsignore, in grado di riunirsi in un piccolo esercito negli anni ‘70. Al contrario, la sconfitta di quell’esercito dal 2012 in poi è stata una sconfitta numericamente piccola, che ha lasciato molti meno soldati sparsi a combattere. La strategia potrebbe essere la stessa degli anni ‘70 e ‘80? Sicuramente no. Per prima cosa, i soldati questa volta, spesso figli dei rivoluzionari degli anni ‘60 o successivi, avevano un minore senso di ubbidienza o di Chiesa o mondo ordinato che avevano invece i cattolici sparsi dopo il Concilio. Chi può negare che gli anni 2010 siano molto più disordinati e indisciplinati degli anni ‘70? Ci si potrebbe chiedere se Monsignore, con tutti i suoi doni, oggi potrebbe o avrebbe messo insieme una “contro-Fraternità”. Forse, forse no . . .

Così come stanno le cose, i quattro vescovi del movimento della “Resistenza” (che non è un’organizzazione) fanno ciò che possono, ciascuno nella propria parte del mondo, per fornire ai cattolici che desiderano mantenere la Fede, minimale razioni di sana dottrina e una guida valida, insieme con i sacramenti episcopali. Questo è un risultato minimo, né affascinante né sensazionale, ma potrebbe essere l’essenziale necessario. Se lo è, che Dio ci mantenga fedeli.

Kyrie eleison.

Dove va la “Resistenza” ? – II

Dove va la “Resistenza” ? – II on Settembre 8, 2018

Quando Giovanni Paolo II divenne Papa nel 1978, un certo numero di cattolici sperarono sinceramente che la situazione nella Chiesa sarebbe migliorata rispetto a quanto non fosse sotto Paolo VI, ma io ricordo Mons. Lefebvre che diceva che se Giovanni Paolo II non avesse fatto pulizia a Roma entro i primi sei mesi del suo pontificato, non sarebbe stato in grado di rompere con le politiche stabilite a Roma da Paolo VI. Allo stesso modo, se Don Pagliarani non farà presto pulizia ai vertici della Fraternità, i seguaci di Mons. Fellay che gli stanno intorno rischiano di impedirgli di cambiare in modo significativo la disastrosa politica del suo predecessore. La putrefazione iniziata con il GREC negli anni ‘90 ha avuto il tempo di mettere radici profonde.

Pertanto, se qualcuno è preoccupato per il futuro della “Resistenza”, pensando che la Fraternità stia tornando sulla retta via con il nuovo Superiore Generale, così che la “Resistenza” non sarebbe più necessaria, la prima parte della risposta è che non è ancora certo che la Fraternità stia tornando sulla retta via. Dobbiamo aspettare e vedere. Don Pagliarani è un uomo buono e sicuramente la pensa bene, e noi preghiamo per lui, ma se egli sceglie prima di tutto di unire liberali e antiliberali all’interno della Fraternità attraverso compromessi umani e politici, non salverà mai la Fraternità dal suo attuale scivolamento verso il basso. La nostra fede è la nostra vittoria sul mondo, dice San Giovanni ( I Gv V, 4), e non la nostra politica. Perciò la “Resistenza”, quel piccolo e disperso gruppo di vescovi, sacerdoti e laici che fanno il possibile per resistere alle disastrose politiche di Roma e di Menzingen, non può ancora rinunciare a resistere, per quanto sia disorganizzata, per quanto possa sembrare inefficace. Qualcuno nella Chiesa deve lottare per quello per cui ha lottato Mons. Lefebvre.

In effetti, in secondo luogo, immaginatevi un convertito condotto dalla grazia di Dio, ancora oggi, alla Fede cattolica. Per i suoi stessi principi questa Fede deve incarnarsi da qualche parte e certo può farlo appena nelle buffonate del Novus Ordo. Il convertito si allontana dalla Chiesa conciliare e va verso la Tradizione. Trova la Fraternità San Pio X, ma poi scopre che sta diventando conciliare. Dove si rivolge allora? Se non ci fosse la “Resistenza”, rischierebbe di rinunciare a Cristo Incarnato. Qualcuno nella Chiesa deve vivere secondo la logica della vera Fede di 20 secoli, altrimenti si rischia di avere anime che concludono che quella Fede è obsoleta nel mondo di oggi. Allo stesso modo, le anime che si staccano dall’alto trapezio della Fraternità, hanno bisogno di una rete cattolica di salvataggio per cadere in sicurezza, che abbia o no il nome di “Resistenza”.

In terzo luogo, esistono diversi modi per miscolare il whisky con l’acqua, ma tutti dipendono da qualcuno che produce whisky puro. Allo stesso modo, c’è una varietà ancora maggiore di modi di mescolare Nostro Signore con il mondo, ma tutti dipendono da alcune persone che mantengono con la loro vita, e non solo con le loro parole, un esempio per tutti che li porti a vedere la vera vita cattolica. Questa funzione è stata sempre assolta dagli Ordini e dalle Congregazioni religiose della Chiesa. Da qui la loro importanza. Dopo il Concilio, che li ha rovinati, quella funzione fu svolta specialmente da Monsignore e dalla sua Fraternità. Ma oggi, da tutto il mondo, giungono notizie di una Fraternità fellaizzata che dà un esempio sempre più debole di vita e di morale cattoliche. Qualcuno nella Chiesa deve dare testimonianza almeno sforzandosi di essere all’altezza degli elevati standard di dottrina e di morale richiesti alle anime da Nostro Signore stesso ( Mt V, 48).

E un quarto motivo per cui la “Resistenza” non desiste, non smette di agire e non abbandona la strenua lotta per la Verità, è che non può farlo, perché se lo facesse, allora, come dice Nostro Signore ( Lc XIX, 40), grideranno le pietre. In altre parole, la Verità può essere soffocata da tutta l’umanità, ma non sono gli uomini, è Dio che è responsabile del mondo, e Dio non permetterà mai che la Verità sia completamente messa a tacere, perché ciò vanificherebbe il Suo scopo nel creare il mondo, che è quello di popolare il Cielo. Pertanto la “Resistenza” potrà domani, o dopodomani, cambiare forma – e a questo proposito la sua attuale mancanza di forma sarà effettivamente di aiuto! – ma in qualche modo Dio le permetterà di continuare (cfr. Is VI, 9–11). Continuiamo!

Kyrie eleison.