Catholic doctrine

Madiran la Filosofia

Madiran la Filosofia posted in Commenti Eleison on Ottobre 17, 2020

Come Papa Pio X nella sua grande Enciclica anti-modernista del 1907, “Pascendi”, Jean Madiran nel suo libro “L’eresia del XX secolo” parte dalla filosofia, perché per entrambi il motivo che ha reso le menti moderne incapaci di comprendere il cattolicesimo è di natura filosofica piuttosto che teologica. Così la prima delle sei parti del libro di Madiran ha come titolo “Preambolo filosofico”. Sorprendentemente, l’autore stesso dice ai lettori che possono saltare il Preambolo se vogliono, probabilmente per risparmiare tempo a coloro che sono giustamente allergici alle delinquenziali assurdità che provengono dalle cosiddette “università” contemporanee. In effetti, il tema del libro di Madiran è tanto dipendente dalla vera filosofia quanto indipendente dalla “filosofia” odierna, o pseudo-filosofia.

Ma perché e come la Fede soprannaturale dipende dalla filosofia, che è lo studio razionale di tutta la realtà naturale, o l’elevazione, per così dire, del (vero) buon senso dal livello amatoriale al livello professionale? La Fede sopranaturale non è infinitamente superiore alla filosofia intrinsicamente naturale? Risposta: La produzione di buon vino da parte di un vignaiolo non dipende dalle bottiglie di vetro pulite e intatte, anche se senza di esse il produttore non riuscirà a mandare avanti la sua attività, perché se le bottiglie sono sporche o crepate nessuno acquisterà il suo vino, a prescindere dalla sua bontà. Quindi il viticoltore dà per scontato di essere fornito di bottiglie pulite e intatte. Rispetto al vino, la bottiglia di vetro non vale quasi nulla quando è vuota, ma è assolutamente necessario che sia senza crepe o sporcizia per poter contenere il vino.

Ora la ragione umana è come la bottiglia. Seppur sia solo una facoltà naturale, quando essa giungerà alla morte dovrà, pena l’eterna condanna, necessariamente contenere il vino soprannaturale della Fede (Mc. XVI, 16). La Fede è un dono supremo di Dio mediante la quale la ragione di un uomo è soprannaturalmente elevata a credere, ma se quella facoltà di ragione è viziata da errori e miscredenze umane allora, come la bottiglia sporca, rischia di sporcare il vino della Fede di Dio, per quanto divina di per sé sia quella convinzione. E il modernismo è un errore così radicale che rovinerà, o minerà, qualsiasi Fede, per quanto pura, riversata in quella mente. E come il vino versato in una bottiglia sporca non può fare a meno di essere rovinato, così la Fede cattolica versata in una mente moderna non potrà che essere minata. Questo insegnano Pio X, de Corte, Calderón e Madiran, insieme a tutti i maestri che hanno colto l’oggettiva malizia di una mente soggettivista.

E come ha fatto Madiran a dimostrare che i vescovi francesi negli anni ‘60 erano privi della ragione cattolica? Egli parte da una loro dichiarazione ufficiale del dicembre 1966 (p. 40) dove affermano che “per una mente filosofica” le parole “persona” e “natura”, cruciali per la cristologia (teologia cattolica di Cristo), hanno cambiato il loro significato fin dai tempi di Boezio (che ha elaborato la definizione di “persona”) e dell’Aquinate (che ha rafforzato la definizione di “natura”). In altre parole, per i vescovi francesi la filosofia moderna ha superato e sostituito la filosofia classica, da sempre incorporata nella dottrina immutabile della Chiesa, rendendo il tomismo obsoleto e impraticabile “per una mente filosofica”.

Ma in una Chiesa in cui la dottrina si è sempre adeguata a ciò che non cambia mai nella realtà extra-mentale, questa prospettiva dei vescovi francesi si configura essere assolutamente rivoluzionaria. Può solo significare, dice Madiran (43), che stanno aderendo alla rivoluzione copernicana filosofica di Immanuel Kant (1724–1804) che ha posto la “realtà” non più fuori ma dentro la mente. Tuttavia (45, 46), non vi è alcun obbligo, tranne che nell’ambito della filosofia kantiana, di accettare questa interiorizzazione della realtà. Solo, sulla base di soggettive premesse si arriva inevitabilmente a irreali conclusioni. La scelta (im)morale da parte dei vescovi francesi di seguire Kant e abbandonare l’Aquinate, dimostra la loro apostasia implicita (50) e l’adesione ad una religione anti-naturale. Stavano dichiarando la loro indipendenza dalla verità di Dio attraverso il loro rifiuto della realtà di Dio e dell’Ordine che Egli a impiantato nella Natura (60–63).

Madiran conclude la sua Parte I spiegando che mentre il tomismo corrisponde all’esperienza umana di tutti i tempi e di tutti i luoghi (66), il kantismo ha separato i vescovi francesi dalla realtà, come ha fatto per la mente dell’epoca moderna, alla quale tanto questi vescovi vogliono piacere (67).

Kyrie eleison.

Ritirare i ponti! – II

Ritirare i ponti! – II posted in Commenti Eleison on Maggio 9, 2020

La settimana scorsa questi “Commenti” sono partiti dalle parole di Monsignor Lefebvre nel 1990 sulla mentalità dei funzionari ai vertici della Chiesa Conciliare a Roma, e hanno chiuso con la sua tranciante conclusione:—

Non resta che ritirare i ponti! (cioè rompere ogni contatto) Noi non abbiamo alcunché a che fare con questa gente, poiché non abbiamo alcunché in comune con loro.

Queste parole possono sembrare prive di carità, o almeno del rispetto dovuto ai principi della Chiesa di Nostro Signore, ma in realtà non sono né prive di carità né irrispettose, perché lo scopo stesso della Chiesa di Nostro Signore è 1/ la Fede su cui 2/ deve basarsi la carità e 3/ il rispetto per i funzionari che devono prendersi cura di questa Chiesa.

1/ “Senza la fede è impossibile compiacere Dio. Chi infatti si accosta a Dio deve credere che Egli esiste e che ricompensa coloro che Lo cercano”. (Ebrei XI, 6). (Atei, se volete credere in Dio, notate subito che “Egli ricompensa coloro che Lo cercano”, e se perseverate nel cercarLo, la vostra ricompensa sarà molto probabilmente quella di trovarLo, come attestano molte citazioni della Scrittura, ma questa è una storia per un altro tempo). Tutte le anime spirituali, per mezzo solo delle quali gli esseri umani vivono, vengono da Dio secondo il Suo desiderio che usino la loro breve vita per scegliere di tornare a Lui per la beatitudine eterna nel Suo cielo. Tuttavia, mentre questa scelta è incoraggiata da tutta la bontà della creazione, essa è scoraggiata dai tre grandi nemici dell’anima, il mondo, la carne e il diavolo, e da tutto il male che Dio sceglie di permettere nella Sua creazione, in modo che ci sia una scelta genuina da fare, che richiede virtù, altrimenti ci si allontana da Dio verso il male.

Ora tale è la manifestazione della bontà nella creazione di Dio che coloro che la vedono e ancora non credono in Dio sono chiamati da San Paolo “inescusabili” (Romani, I, 20). Tuttavia Dio stesso rimane normalmente invisibile (per esempio Col. I, 15), così che la prima virtù necessaria per cominciare a farsi strada verso di Lui è la virtù della fede, con la quale scelgo di fare il salto, da ciò che vedo con i miei occhi a ciò o Chi devo conoscere con la mia mente, e che è dietro a ciò che vedo con i miei occhi. Per questo il Concilio di Trento (VI, 6) chiama la fede “il fondamento della salvezza”, e la Chiesa cattolica con i suoi Credo indica semplicemente ciò che devo credere per avere fede nella verità, e non nelle falsità, su Dio.

2/ Ora non può esserci desiderio nella volontà umana che non sia preceduto da qualche pensiero nella mente della stessa persona. Un desiderio senza oggetto è un non-desiderio. Quest’oggetto è presentato alla volontà umana dalla mente. Ora la carità è una sorta di desiderio collocato nella volontà, quindi presuppone un pensiero nella mente. E se la carità deve essere veramente soprannaturale e non solo umanistica o sentimentale, presuppone un oggetto soprannaturale nella mente, che è l’oggetto soprannaturale in cui si crede per fede. Quindi la vera carità presuppone la vera fede, e senza la vera fede soprannaturale non può esserci vera carità. Ne consegue che se gli odierni funzionari romani hanno una fede almeno seriamente contaminata dal Vaticano II, come è certamente il caso, allora le persone che desiderano mantenere la vera Fede devono essere seriamente avvertite di stare lontane da tali funzionari per non contaminare anche la loro stessa fede. In altre parole, si deve dire loro di “ritirare i ponti”.

3/ E se a quelli “seduti sulla cattedra di Mosè” (Mt. XXIII, 2) è dovuto tutto il rispetto dovuto alla cattedra di Mosè, tanto più alla Sede di Roma, e mentre agli alti funzionari della Chiesa è dovuta tutta la carità verso le anime che hanno una tremenda responsabilità per il loro Giudizio Particolare, tuttavia la fede cattolica viene prima, così che né il rispetto né la carità possono implicare l’esporre la mia anima o quella di chiunque altro alla contaminazione della nostra fede tramite dei contatti imprudenti che rischiano proprio tale contaminazione. I conciliaristi del 2020 sono ancora crociati per l’idolatria dell’uomo propugnata dal loro miserabile Concilio. Monsignor Lefebvre aveva ragione: ritirare i ponti. Cattolici e conciliaristi sono in una guerra di religioni, una guerra fino alla morte.

Kyrie eleison.

Anima sotto attacco

Anima sotto attacco posted in Commenti Eleison on Settembre 22, 2018

Le rivelazioni di Mons. Viganò sulla grave corruzione morale fra un certo numero di alti funzionari della Chiesa, non escluso lo stesso Papa Francesco, possono essere una severa prova per la fede dei cattolici che per 50 anni si sono fidati degli ecclesiastici ufficiali, perché non hanno visto – o non hanno voluto vedere – che il problema essenziale stava e sta nel Concilio Vaticano II (1962–1965). Tre settimane fa questi “Commenti” hanno riportato le parole di un cattolico portato alla potenziale disperazione, ancor prima della pubblicazione della lettera di Viganò, da ciò che il Procuratore Generale dello Stato della Pennsylvania aveva rivelato sugli scandali simili commessi dalla neo-Chiesa in quello Stato. Adesso che la minaccia de una valanga di tali scandali è diventata realtà, si permetta che i “Commenti” di questa settimana mostrino come il Diavolo stia rivolgendo la sua artiglieria pesante su un altro cattolico, per fargli perdere la sua fede. Qui ci sono le granate lanciate dal Diavolo, come raccontate da quest’anima, con brevi risposte offerte da questi “Commenti”, nella speranza di fortificare altre anime la cui fede sarà scossa nel prossimo futuro –

* Nella mia città natale ho assistito ad una Neomessa celebrata per delle Suore da un vescovo ausiliare locale. Il suo sermone sul Sacro Cuore fu dottrinalmente irreprensibile e altamente edificante. Eppure un mio amico, con i suoi stessi occhi, vide una volta lo stesso vescovo che baciava un seminarista! Questo vescovo mi pone un problema angosciante – come può credere nel Sacro Cuore sul cui amore predica così bene?

Costui è un modernista, come la maggior parte degli ecclesiastici della Chiesa “rinnovata” dal Vaticano II, o, come possiamo benissimo chiamarla, la “Neochiesa”. Ora il modernismo equivale ad adattare la Chiesa cattolica al mondo moderno anticattolico, e lo fa attraverso un processo che fa dipendere la realtà oggettiva dal sentimento soggettivo. Ma il processo di soggettivazione della realtà può richiedere tempo, cosicché un uomo di Chiesa che cade nel modernismo non è immediatamente che perda la fede cattolica oggettiva, anche se essa è già soggettivamente minata nell’anima sua. E Solo Dio che sa esattamente quando un tale ecclesiastico perde la fede. Così, se questo vescovo crede nel Vaticano II, è certamente in procinto di perdere la fede, tanto da arrivare a commettere un peccato grave contro il Sesto Comandamento, ma non abbastanza da aver perso ogni nozione del Sacro Cuore.

* Ma per distruggere la Verità cattolica come stanno facendo adesso con successo gli impostori romani, dovevano conoscere la Verità. E se la conoscevano, dovevano conoscerne la forza. E se ne conoscevano la forza, come hanno potuto smettere di credere in essa, a meno che essa non sia una favola, falsa come tutte le altre religioni, con la Chiesa cattolica che non è in alcun modo superiore, e con l’uomo che non ha accesso alla Verità di Dio?

Per credere nella Fede cattolica la mente di un uomo deve accettare molte verità soprannaturali che non sono irracionales, ma che sono al di fuori della sua naturale portata mentale. Per accettare e sottomettersi a queste verità, la sua mente deve essere mossa dalla sua volontà. Se la sua volontà non lo fa più, o muove la sua mente in una direzione opposta, egli può perdere la fede. Ora il modernismo è orgoglioso, perché nella Neochiesa l’uomo prende il posto di Dio. Perciò gli impostori romani, come li chiama Lei giustamente, possono fin dall’inizio essere stati massoni o comunisti infiltrati, o possono all’inizio avere creduto, come Giuda Iscariota, ma l’orgoglio di prendere il posto di Dio e di rifare la Sua Chiesa ha sopraffatto le loro volontà e le loro menti hanno perso la fede. Dio solo ne conosce il como e il quando.

* Ma allora, non potremmo essere stati ingannati, combattendo una guerra senza fine per una fragile promessa del Cielo, incapaci di sapere qualcosa di Dio? Non staremmo meglio se Dio non esistesse? Nel caos di oggi, non posso fare a meno di pensare che la Chiesa sia una questione puramente umana, per cui ci sono momenti in cui non posso fare a meno di invidiare le persone che conducono una vita felice senza Dio.

Caro amico, una vita felice senza Dio è un’illusione, per quanto “felici” pensino di essere le persone senza Dio. Noi esseri umani veniamo tutti da Dio, le nostre anime sono tutte create direttamente da Dio per tornare a Dio, corpo e anima. Il mondo e la Chiesa di oggi sono nel caos proprio perché cercano di vivere senza di Lui.

* Sembra che siamo predestinati al Cielo o all’Inferno, e il libero arbitrio non può fare molto a riguardo. “Il veleno è nella coda”, dicevano i Latini. Questa sua grave conclusione, una horribile eresia, è la prova che il diavolo sta facendo di tutto per scuotere la sua fede. Reciti il Rosario per ottenere l’aiuto della Madre di Dio. Riceva la mia benedizione.

Kyrie eleison.

La lettera di Viganò

La lettera di Viganò posted in Commenti Eleison on Settembre 15, 2018

Un lettore ha scritto sollevando alcune domande sulla lettera di 11 pagine dell’ex Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, Monsignor Viganò, in cui, con dovizia di particolari e citando i nomi, è detto che c’è un’immensa corruzione morale che fa marcire il clero cattolico negli Stati Uniti, e che la responsabilità dei crimini in questione raggiunge il vertice della Chiesa. Al momento di scrivere questi “Commenti”, lo scandalo causato dalla lettera è immenso, e sta avendo vaste ripercussioni. Nessuno può dire in questo momento quale sarà la ricaduta finale. Ecco le quattro domande del lettore, accompagnate da brevi risposte:—

1 Cosa si deve pensare della lettera di Viganò? E’ grave come sembra?

Sì, perché Mons. Viganò dà tutte le indicazioni di essere un uomo onesto. Nel 2011 è stato esiliato da Roma e inviato negli Stati Uniti perché stava compiendo un tentativo riuscito di ripulire le finanze vaticane. Al momento di scrivere è nascosto perché teme per la propria vita. Ha nemici seri.

2 La lettera sarà una bomba nella Chiesa, o un semplice petardo, senza conseguenze durature?

Lo dirà il tempo. Certamente alla profonda corruzione nella Chiesa corrisponde la profonda corruzione esistente tra le potenze che sono nel mondo, i politici, i banchieri, i media e così via. E’ Satana che dirige, perché i satanisti sono legati tra loro in tutti i campi, e non permetteranno a un semplice Arcivescovo di sconvolgere il loro assetto, se possono evitarlo. Ma in realtà è Dio che tiene la mano. Le persone stanno tornando a Lui o no? Se no, Egli permetterà ai servi di Satana di continuare a muovere la Chiesa e mondo verso il Nuovo Ordine Mondiale. Se torneranno da Lui, tra breve avremo la Consacrazione della Russia.

3 Lo scandalo farà desistere Menzingen dal chiedere il riconoscimento al Papa e a Roma?

Dovrebbe farlo certamente, ma temo che non lo possa fare. Da molti anni il quartier generale della Fraternità a Menzingen è vissuto con la testa tra le nuvole e i liberali non cambiano la loro dottrina. Per i liberali è la realtà ad essere sbagliata. Il riconoscimento ufficiale della Fraternità dev’essere ottenuto a tutti i costi da Roma, e quindi Papa Francesco deve essere ancora trattato come un amico. Forse Menzingen potrebbe ammettere di aver sbagliato per 20 anni, ma anche ammettendolo, non sarà facile per loro cambiare rotta. Mons. Lefebvre, invece, decise trent’anni fa di lasciare che i papi conciliari andassero per la loro strada. Egli non sarebbe stato affatto sorpreso dalla lettera di Viganò.

4 Cosa rese così lucido Monsignore?

La dottrina. Gratta per bene l’odierno Occidente materialista e ci trovi un erede del Protestantesimo che tende a filtrare il moscerino e a ingoiare il cammello ( Mt XXIII, 24), il che significa che esso è più severo sui peccati della carne che sui peccati dello spirito, come l’errore dottrinale, o eresia. Ora i peccati della carne sono abbastanza gravi da contribuire alla dannazione eterna del gran numero di anime che cadono all’Inferno – così ha detto la Madonna ai ragazzi di Fatima. Ma è l’eresia che apre la strada a questi peccati. Si veda Romani I, 21–31. Infrangere il primo comandamento porta all’impurità in generale (21–24), all’omosessualità in particolare (26–27) e a tutti i tipi di altri peccati in generale (28–32). In altre parole è il Primo Comandamento che viene prima, e non il Sesto.

Così il vero scandalo denunciato da Mons. Viganò è l’implicito piuttosto che l’esplicito. Non sono tanto i perversi peccati della carne che muovono in rivolta gli ecclesiastici di alto rango, quanto l’idolatria ufficiale proposta dal Vaticano II nei suoi documenti, idolatria che più di ogni altra cosa ha tolto i freni cattolici all’immoralità. Se nessuno Stato dovrebbe coercire pubblicamente le religioni dottrinalmente false ( Dignitatis humanae ), perché dovrei io osservare la morale cattolica che pone particolari limiti alla mia libertà? Se l’Inferno è una mera “dottrina” della Chiesa, perché dovrebbe impedirmi di peccare come mi pare? Il Vaticano II ( Nostra Aetate, Unitatis Redintegratio ) ha dichiarato che le diverse religioni fuori dal cattolicesimo hanno le loro legittime vedute. Ma allora, non è la stessa Chiesa cattolica che mi insegna che non ho davvero bisogno di essere cattolico?

Kyrie eleison.

La fede cruciale – I

La fede cruciale – I posted in Commenti Eleison on Ottobre 7, 2017

La grande lezione insegnata da Mons. Lefebvre (1905–1991) ai cattolici che avevano orecchie per ascoltare, era che la Fede è superiore all’obbedienza. La triste lezione che abbiamo imparato da allora è che l’obbedienza continua a essere ritenuta superiore alla Fede. Questi “Commenti”, mossi costantemente per condurre dalla confusione odierna al ritorno alle basi, hanno spesso tentato di spiegare perché la Fede deve venire prima. Un altro tentativo da un angolo di visuale leggermente diverso non sarà di troppo.

Ogni essere umano vivo sulla terra – e non solo i cattolici! – ha un’anima immortale senza la quale non sarebbe vivo. Questa anima non è stata prodotta in massa ma è stata creata individualmente da Dio, dal nulla, perché sia felice con lui in Paradiso per sempre. Essa è la parte più importante della natura umana, quindi appartiene all’ordine naturale e non è di per sé soprannaturale, ma arriverà al Paradiso soprannaturale di Dio se farà giusto uso della sua naturale facoltà del libero arbitrio: cooperando con la grazia soprannaturale di Dio. La Sua grazia non mancherà, qualunque sia la forma con cui Dio sceglie di offrirgliela, perché Dio vuole che ogni anima raggiunga il Cielo ( I Tim. II, 4). La questione allora diventa: quale collaborazione umana è necessaria – e non solo per i cattolici – per arrivare in Cielo?

La fede è senza dubbio la base di questa cooperazione. Il Concilio di Trento chiama la fede: “inizio della salvezza”, e la stessa Parola di Dio dice che “Senza la Fede è impossibile piacere a Dio” ( Eb. XI, 6). Molte volte nei Vangeli, quando Nostro Signore opera un miracolo, dice che esso è la ricompensa per la “fede” degli interessati, ad esempio: Mt. XV, 28 (guarigione della donna cananea), Mc. X, 52 (la vista ridata ad un cieco), Lc. VII, 50 (conversione di Maria Maddalena) e così via. In cosa consiste questa “fede” e perché è così preziosa agli occhi di Dio e quindi alle anime?

Distinguiamo subito due realtà, diverse ma connesse: la qualità soggettiva della fede nell’anima, secondo la quale ognuno crede soprannaturalmente, e il corpo oggettivo delle realtà soprannaturali, che è l’oggetto della Fede cattolica, in cui crede un cattolico. Per distinguerle, possiamo indicare la prima con la “f” minuscola e la seconda con la “F” maiuscola. Che esse siano distinte è ovvio: un uomo può perdere la propria fede (soggettiva) senza che si produca il minimo cambiamento nella Fede (oggettiva).

Due cose quindi appaiono chiare. Primo, la fede che salva un’anima è quella qualità soggettiva della persona che Nostro Signore loda e ricompensa nei Vangeli. Egli non sta lodando e premiando un corpo oggettivo di verità. D’altra parte, in secondo luogo, la qualità soggettiva della fede è determinata o specificata dalla Fede oggettiva. Non sono salvato, non merito di essere elogiato o ricompensato, per la mia credenza in ogni insulsa sciocchezza. La donna cananea non credeva in qualche sciocchezza, credeva con certezza nella bontà e nel potere divino di Nostro Signore. Quello che lei credeva era sia soprannaturale, al di sopra dei meri poteri naturali che la sua mente potesse cogliere, sia vera. E molto probabilmente, non appena gli Apostoli stabilirono dopo la Pentecoste, le verità fondamentali che un seguace di Nostro Signore deve credere, lei fu felice di avere la sua fede soggettiva centrata e specificata o determinata nella e dalla emergente Fede oggettiva.

In altre parole la Fede oggettiva focalizza quella fede soggettiva senza la quale nessuna anima viene salvata. Quindi, gli uomini di Chiesa che manomettono la Fede oggettiva, mettono in pericolo la salvezza eterna delle anime. Se quindi la fede soggettiva è inestimabile, tale è anche la Fede oggettiva. Ed essa deve venire prima.

Kyrie eleison.

Argomentare la Risurrezione

Argomentare la Risurrezione posted in Commenti Eleison on Aprile 15, 2017

Alla vigilia della Pasqua, ricordiamoci di come sia ragionevole credere nell’evento così straordinario di un essere umano morto che esce fuori dalla tomba attraverso una pietra talmente pesante che impedisce persino di sognare di fare una cosa del genere. Vediamo per primo il teologico “come” della Risurrezione, e poi lo storico “se” dell’accaduto.

Per i cattolici che per il dono della fede soprannaturale credono che con l’Incarnazione, la seconda Persona divina della Santissima Trinità, in pieno possesso della completa Natura divina, abbia unito a Sé una completa natura umana, costituendo due nature in una sola Persona divina, non è difficile comprendere come la Risurrezione abbia avuto luogo. Sulla croce, la divina Persona è veramente morta: non nella sua immortale Natura divina, ma nella sua natura umana, in grado di morire come qualsiasi altro mortale con la separazione della sua anima umana dal suo corpo umano. Tuttavia, mentre questi due elementi, in Gesù Cristo potevano separarsi, né quella né questo si separò dalla Persona divina; ed è questo il motivo per cui i cattolici recitano nel loro Credo che Egli (corpo e anima) “patì e morì”, e che Egli (il corpo) “fu sepolto” e che Egli (l’anima) “discese agli inferi” (non l’Inferno dei dannati, ma il Limbo delle anime buone morte e in attesa che la morte redentrice di Cristo aprisse loro le porte del Paradiso chiuse da Adamo ed Eva). Sia il corpo umano sia l’anima umana di Cristo restavano entrambe unite alla Persona divina, e mentre non sarà stato facile per questa Persona morire della morte atroce sulla Croce, fu facile per Ella riunire la Sua anima umana nuovamente al Suo corpo umano nel sepolcro, così che la Sua natura umana completa tornasse a vivere. E nessuna pietra sulla terra avrebbe potuto essere abbastanza pesante da impedirGli di involarsi subito da Sua madre per consolarla.

Ma un uomo deve avere il dono soprannaturale della fede per accettare la realtà della Risurrezione? Non necessariamente. Se una mente incredula, ma retta, prende in considerazione gli argomenti meramente naturali tratti dalla psicologia naturale e dalla storia umana, può facilmente concludere che solo un evento almeno altrettanto sensazionale come la Risurrezione, può spiegare i fatti come li conosciamo (e nessuno dica che la Risurrezione sarebbe troppo dolce o gentile o consolante per essere materia di argomento! Gli uomini hanno bisogno di argomenti! Dio non ha messo la testa umana in cima al corpo per niente!).

In primo luogo, la psicologia umana argomenta degli Apostoli. Per tre anni hanno imparato a credere, fidando e amando il divino Maestro. Ma ecco che tutti scappano nell’orto di Getsemani, ed Egli viene giustiziato in pubblico come un comune malfattore. E dopo la Passione essi sono totalmente sfiduciati (cfr Gv. XX, 19). Cosa del tutto normale, viste le circostanze. Eppure, entro 50 giorni eccoli di nuovo a Gerusalemme, ad affrontare i capi degli Ebrei e a convertire questi ultimi perché credano in Gesù Cristo; e lo fanno a migliaia alla volta (cfr At II, 41; IV, 4). E nel giro di altri 300 anni questi Apostoli e i loro successori convertono lo stesso Impero Romano. Questi sono i fatti della storia. Che cosa può essere successo, se non qualcosa di talmente sensazionale come la Risurrezione, per spiegare una tale trasformazione psicologica che da cani bastonati (si fa per dire) li ha resi conquistatori del mondo?

In secondo luogo, la storia umana, vista dagli Ebrei. Essi odiavano Cristo, e lo uccisero, come hanno cercato da allora di distruggere la Sua Chiesa. Eppure, entro 50 giorni ecco i suoi discepoli, che comandano loro di farsi battezzare nel nome di Gesù Cristo, e lo fanno impugnando la Risurrezione come loro argomento principale. Il modo migliore per bloccare i loro disegni, non sarebbe stato quello di presentare a tutti il corpo morto di Cristo? E possiamo dubitare che, allora come oggi, essi avessero a loro disposizione il denaro, la polizia e il potere per esibire davanti a tutti il cadavere, se solo fosse stato possibile trovarlo dove avrebbe dovuto essere? Ma il Cristianesimo, invece di essere bloccato, decollò. E l’unica spiegazione possibile è che non ci fosse più alcun cadavere da trovare. Tale che la Risurrezione è vera. E non c’è nemmeno bisogno di avere la fede soprannaturale per accettare questa realtà. Così Pietro aveva ragione – per avere la vita eterna, Atti II, 38 – “Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo”.

Kyrie eleison.