Commenti Eleison

Famiglia Fortunata

Famiglia Fortunata posted in Commenti Eleison on Ottobre 24, 2020

Quando l’orizzonte è, umanamente parlando, così oscuro tutt’intorno, e quando le forze demoniache sono intenzionate a fare a pezzi la famiglia perché è il mezzo progettato da Dio per indirizzare gli esseri umani sulla strada del Suo paradiso, allora è il momento giusto per riassumervi, cari lettori di questi “Commenti”, una email inviatami da un padre di una famiglia di otto bambini negli Stati Uniti, che non è né scorraggiato né pauroso. Egli vive in mezzo al nulla e va a Messa solo una volta al mese in una Cappella Tradizionale vicino casa. Ciò nonostante, riesce ancora a conservare la sanità mentale. Ecco l’essenza della sua e-mail:

Spiritualmente e sacramentalmente continuiamo a sopravvivere con la Messa mensile nella nostra Cappella della Resistenza, di cui avremo bisogno finché avremo bisogno della Messa e dei Sacramenti. E non penso che questa necessità (o la crisi nella Chiesa) finirà presto. La Cappella è funzionante ma alle ultime due Messe c’è stata scarsa affluenza. Per vari motivi, un buon numero di Cattolici Tradizionali sembra cedere al panico indotto dai media.

La nostra famiglia sta bene e non ci lamentiamo. Aspettiamo presto il nostro nono figlio. Recentemente abbiamo avuto ancora un maschio e tutti notiamo quanto sia diverso dalle femmine: esplora qualsiasi cosa, entra in ogni cosa, è più interessato alle “cose”, alle macchine, alle attrezzature, ecc. che alle persone. Poiché abbiamo diverse femmine, notiamo davvero le differenze innate tra maschi e femmine. Tutti quanti sono nella musica da quando sto insegnando loro ad amare e apprezzare la musica fatta di melodia, armonia, ritmo e buoni testi. Ascoltiamo folk, soprattutto irlandese, musica strumentale varia, classica e canto. Le musiche e canzoni che invece sono suscitate dall’angoscia, disperazione, depressione, odio, ecc. sono cattive, brutte e le evitiamo.

Dal mio ufficio a casa sto lavorando a tempo pieno ad un’iniziativa Cattolica che ogni anno che passa sembra svegliare sempre di più i cuori dei fedeli, a differenza della FSSPX che una volta aveva il pacchetto completo della verità ma che sta perdendo anno dopo anno. Se questa realtà in cui lavoro continuerà ad essere fedele alla Verità come ha fatto finora, alla fine dovrà convertirsi alla Tradizione o, ad un certo punto, cambiare rotta e tradire. Non ci sono altre opzioni. Da quanto ho conosciuto il progetto di giardinaggio “Back to Eden”, un paio di anni fa, lavoro e coltivo anche i nostri giardini che abbiamo appena finito di ampliare. Il nostro terreno è argilloso e sterile ma con il pacciame si può imitare la terra naturale creata da Dio e permettere che si formi un terreno ricco di materiale organico. Grazie ad una rifornimento gratuito di trucioli di legno posso produrre il mio pacciame. Tutti i figlioli mi stanno aiutando a usare questa nuova tecnica per curare i nostri alberi da frutto, le piante e le aiuole. Speriamo presto di riuscire a coltivare anche una discreta quantità di cibo. Adesso i nostri terreni misurano 140 metri quadri.

Siamo particolarmente preoccupati per i risultati delle elezioni di Novembre. La mia sensazione istintiva è che il 2020 farà sembrare il 2016 come un gioco da ragazzi. Poi c’è tutta la follia COVID e le rivolte a livello nazionale per la morte di un uomo di colore che ha avuto un’overdose di Fentanyl. Forse la lotta è semplicemente tra i cattivi (Deep State) e alcuni cattivi minori, o rivali, (Trump e i suoi associati). Forse Trump è semplicemente meno malvagio degli altri perché non ha preso parte al sacrificio e torture di bambini, e ad altre diavolerie perpetrate dagl’altri? Le mie speranze sono limitate. Tuttavia non credo che Trump sia dalla parte del Deep State. Voterò per lui per le sue azioni senza precedenti contro l’aborto e per la libertà in generale.

Stiamo andando bene finanziariamente grazie a molte benedizioni di Dio. Ma la più grande benedizione è stata di aver imparato, da adolescente, i mali dell’usura dei bankster. Senza questa comprensione dell’economia potrei essere irreprensibile e senza peccato, ma ancora gravemente indebitato e impoverito. Anche mia moglie è sempre stata frugale, quindi abbiamo sempre vissuto entro i nostri mezzi rinunciando a molti lussi e lavorando sodo, e adesso ne stiamo raccogliendo i frutti. Ora siamo completamente liberi da debiti, anche con otto figli e un solo reddito modesto. Faccio sempre presente ai miei figli che ci sono voluti anni di frugalità e duro lavoro, ma alla fine ce la si può fare.

Quanto alla cappella locale, ahimè, molte anime vengono e non tornano più, ma oggi più di prima alcune sono alla ricerca di una Messa Tridentina dove poter continuare a ricevere la Santa Comunione sulla lingua, come invece è proibito dalla nostra diocesi ufficiale per motivi “Covid”. E la Tradizione vuole dependere da questa Iglesia ufficiale? Spesso mi chiedo perché Dio stia permettendo così tanti ostacoli alla Tradizionee e alla Resistenza. Sta purificando chi resiste e cercando più qualità rispetto alla quantità? Sia tra le famiglie acattoliche che in quelle cattoliche, anche quando i genitori sembrano solidi, non vedo i loro figli “prendere pienamente il loro posto” nella generazione successiva. Le maree del mondo battono su di esse logorandole inesorabilmente, alcune leggermente, altre notevolmente, e altre ancora abbattendole completamente. In verità, se questi giorni non vengono abbreviati anche gli Eletti non si salveranno.

Kyrie eleison.

Madiran la Filosofia

Madiran la Filosofia posted in Commenti Eleison on Ottobre 17, 2020

Come Papa Pio X nella sua grande Enciclica anti-modernista del 1907, “Pascendi”, Jean Madiran nel suo libro “L’eresia del XX secolo” parte dalla filosofia, perché per entrambi il motivo che ha reso le menti moderne incapaci di comprendere il cattolicesimo è di natura filosofica piuttosto che teologica. Così la prima delle sei parti del libro di Madiran ha come titolo “Preambolo filosofico”. Sorprendentemente, l’autore stesso dice ai lettori che possono saltare il Preambolo se vogliono, probabilmente per risparmiare tempo a coloro che sono giustamente allergici alle delinquenziali assurdità che provengono dalle cosiddette “università” contemporanee. In effetti, il tema del libro di Madiran è tanto dipendente dalla vera filosofia quanto indipendente dalla “filosofia” odierna, o pseudo-filosofia.

Ma perché e come la Fede soprannaturale dipende dalla filosofia, che è lo studio razionale di tutta la realtà naturale, o l’elevazione, per così dire, del (vero) buon senso dal livello amatoriale al livello professionale? La Fede sopranaturale non è infinitamente superiore alla filosofia intrinsicamente naturale? Risposta: La produzione di buon vino da parte di un vignaiolo non dipende dalle bottiglie di vetro pulite e intatte, anche se senza di esse il produttore non riuscirà a mandare avanti la sua attività, perché se le bottiglie sono sporche o crepate nessuno acquisterà il suo vino, a prescindere dalla sua bontà. Quindi il viticoltore dà per scontato di essere fornito di bottiglie pulite e intatte. Rispetto al vino, la bottiglia di vetro non vale quasi nulla quando è vuota, ma è assolutamente necessario che sia senza crepe o sporcizia per poter contenere il vino.

Ora la ragione umana è come la bottiglia. Seppur sia solo una facoltà naturale, quando essa giungerà alla morte dovrà, pena l’eterna condanna, necessariamente contenere il vino soprannaturale della Fede (Mc. XVI, 16). La Fede è un dono supremo di Dio mediante la quale la ragione di un uomo è soprannaturalmente elevata a credere, ma se quella facoltà di ragione è viziata da errori e miscredenze umane allora, come la bottiglia sporca, rischia di sporcare il vino della Fede di Dio, per quanto divina di per sé sia quella convinzione. E il modernismo è un errore così radicale che rovinerà, o minerà, qualsiasi Fede, per quanto pura, riversata in quella mente. E come il vino versato in una bottiglia sporca non può fare a meno di essere rovinato, così la Fede cattolica versata in una mente moderna non potrà che essere minata. Questo insegnano Pio X, de Corte, Calderón e Madiran, insieme a tutti i maestri che hanno colto l’oggettiva malizia di una mente soggettivista.

E come ha fatto Madiran a dimostrare che i vescovi francesi negli anni ‘60 erano privi della ragione cattolica? Egli parte da una loro dichiarazione ufficiale del dicembre 1966 (p. 40) dove affermano che “per una mente filosofica” le parole “persona” e “natura”, cruciali per la cristologia (teologia cattolica di Cristo), hanno cambiato il loro significato fin dai tempi di Boezio (che ha elaborato la definizione di “persona”) e dell’Aquinate (che ha rafforzato la definizione di “natura”). In altre parole, per i vescovi francesi la filosofia moderna ha superato e sostituito la filosofia classica, da sempre incorporata nella dottrina immutabile della Chiesa, rendendo il tomismo obsoleto e impraticabile “per una mente filosofica”.

Ma in una Chiesa in cui la dottrina si è sempre adeguata a ciò che non cambia mai nella realtà extra-mentale, questa prospettiva dei vescovi francesi si configura essere assolutamente rivoluzionaria. Può solo significare, dice Madiran (43), che stanno aderendo alla rivoluzione copernicana filosofica di Immanuel Kant (1724–1804) che ha posto la “realtà” non più fuori ma dentro la mente. Tuttavia (45, 46), non vi è alcun obbligo, tranne che nell’ambito della filosofia kantiana, di accettare questa interiorizzazione della realtà. Solo, sulla base di soggettive premesse si arriva inevitabilmente a irreali conclusioni. La scelta (im)morale da parte dei vescovi francesi di seguire Kant e abbandonare l’Aquinate, dimostra la loro apostasia implicita (50) e l’adesione ad una religione anti-naturale. Stavano dichiarando la loro indipendenza dalla verità di Dio attraverso il loro rifiuto della realtà di Dio e dell’Ordine che Egli a impiantato nella Natura (60–63).

Madiran conclude la sua Parte I spiegando che mentre il tomismo corrisponde all’esperienza umana di tutti i tempi e di tutti i luoghi (66), il kantismo ha separato i vescovi francesi dalla realtà, come ha fatto per la mente dell’epoca moderna, alla quale tanto questi vescovi vogliono piacere (67).

Kyrie eleison.

Ancora Vocazioni?

Ancora Vocazioni? posted in Commenti Eleison on Ottobre 10, 2020

Possono ancora oggi esserci nuove vocazioni di più o meno giovani anime al servizio di Dio in un seminario, convento, frateria o monastero, attanagliati dalle attuali angosce della Chiesa Cattolica? La risposta può essere solo che positiva perché il fatto è che Dio sta ancora chiamando le anime al Suo servizio, e “un fatto è più forte del Sindaco della Città”. D’altra parte, i superiori dei seminari o delle case religiose devono prendere in considerazione due circostanze peculiari della situazione della Chiesa di oggi, che dovrebbero renderli più attenti che mai nell’accogliere le vocazioni sotto il loro tetto. Queste sono in primo luogo la sempre più crescente immaturità delle anime che crescono nel mondo moderno e, in secondo luogo, la sempre più crescente inaffidabilità dei dirigenti della Chiesa.

Per cominciare, ricordiamoci che la Chiesa Cattolica viene direttamente da Gesù Cristo che la preserverà fino alla fine del mondo (Mt. XXVIII, 20) e per l’eternità. Egli ha con il Padre e lo Spirito Santo tutto il potere necessario, e molto di più, per fornire alla Sua sposa tutti i mezzi necessari per la sua sopravvivenza. Ora questi mezzi includono necessariamente il sacerdozio e una gerarchia di vescovi e sacerdoti che assicurino quei sacramenti che sono essenziali per mantenere la grazia soprannaturale ai membri della Chiesa. Pertanto, fino alla fine del mondo, Nostro Signore fornirà sempre alla Sua Chiesa le vocazioni sufficienti per garantirgli i ministri di cui ha bisogno. Per quanto riguarda le donne, create da Dio per essere le “aiutanti” o “compagne” dell’uomo (Gen. II, 18), esse non sono necessarie alla Chiesa in qualità di sacerdoti. Ma è in virtù dei doni che Dio ha dato loro e non agli uomini, che possono offrire quei servizi così preziosi ed indispensabili che non si può immaginare cosa sarebbe la Chiesa se fosse priva delle vocazioni femminili. Ad esempio, cosa sarebbe l’apostolato della Chiesa senza le preghiere delle suore, nonne, ecc.?

Tuttavia Dio è Dio e le Sue vie sono imperscrutabili agli uomini. Vedi San Paolo ai Romani (XI, 33–34) e il Libro di Giobbe, (da XXXVII a XLI). Egli va ben oltre le nostre menti umane e, nella fallibilità degli ultimi sei Papi inclusi, sta già andando ben oltre ciò che molte menti cattoliche pensano di potere sopportare. È necessario leggere Giobbe. Né l’Onnipotente ha, in alcun modo, ancora finito. La Madonna ci ha detto che il fuoco cadrà dal cielo eliminando gran parte dell’umanità, e se i peccati non rallenteranno non ci sarà più perdono per loro, e questa previsione è più facile da comprendere da quando la truffa Covid ha indotto tanti ecclesiastici a chiudere i propri confessionali. Preghiamo e lavoriamo affinché Nostro Signore mandi operai nella Sua vigna, ma non proviamo a dirgli quanti ne occorrono. Solo Lui lo sa.

Al contempo, noi esseri umani dobbiamo ammettere e confessare che opponiamo almeno due seri ostacoli sulla via della Sua chiamata al Suo servizio. In primo luogo, l’immaturità delle anime che conducono una vita moderna. Se c’è una cosa che fa crescere un ragazzo o una ragazza in modo da diventare capace di sopportare la disciplina della vita religiosa o le difficoltà della vita coniugale è la sofferenza, al contrario della velenosa illusione, che oggi pervade le nostre vite, di poter vivere “liberi” dal patimento e dall’afflizione. Né mai i bambini potranno diventare uomini allorquando i genitori sanno sempre meno come allevarli e sempre più come deresponsabilizzarli. La vita di città e di periferia difficilmente favorisce le vocazioni.

In secondo luogo, ciò che scoraggia le vocazioni è il disordine che imperversa nella Chiesa. Finché la Chiesa è stata, nonostante tutti i fallimenti umani, una roccia dottrinale e strutturale, da giovane ho potuto affidarle la mia vita ed essere certo che i miei superiori avrebbero agito sulla base di una verità oggettiva e della giustizia. Ma da quando il Vaticano II ha cambiato la sua dottrina e le basi su cui opera, come posso ancora essere sicuro di un quadro oggettivo e stabile entro il quale condurre il resto della mia vita? Una grande lezione di questa crisi è che la Chiesa Cattolica non può fare a meno del Papa tanto quanto un burattino possa fare senza il suo burattinaio: diventa un mucchio confuso di fili e pezzi di legno colorati.

Certamente Dio provvede e continuerà a provvedere al bene della Sua Chiesa, ma difficilmente possiamo aspettarci che domani ci saranno nuove vocazioni, proprio come ci sono state l’altro ieri.

Kyrie eleison.

Madiran Prologo

Madiran Prologo posted in Commenti Eleison on Ottobre 3, 2020

Nel prologo al suo libro “L’Eresia del XX secolo”, pubblicato nel 1972, Jean Madiran affermava, senza inutili preamboli e consapevole di esporsi agli attacchi da parte della nuova chiesa, che i responsabili della diffusione degli errori e dell’eresia nella Chiesa erano stati gli stessi vescovi cattolici (p. 17 della riedizione del 2018). Motivo per cui (28) non aveva bisogno, come cattolico battezzato, né di chiedere né di ricevere alcun mandato, per difendere la Fede, dal momento in cui quegli stessi pastori o vescovi si erano trasformati in lupi o eretici, distruttori della Fede.

Alla base dell’opera di Madiran c’è (26) una distinzione cruciale e chiarificatrice del concetto di eresia. Essa, nel senso stretto del termine, significa negazione intenzionale di ciò che si sa essere una proposizione definita della Fede. Ma in senso lato significa l’accettazione di una mentalità radicalmente estranea alla Fede. E in questa seconda accezione, l’eresia va ben oltre la contraddizione di una qualsiasi proposizione particulare di Fede: l’eresia del XX secolo si trova piuttosto “nella notte, nel vuoto, nel nulla”.

E come sono stati “svuotati” i vescovi francesi? Madiran scrive (20) che per 100 anni, quindi dalla metà del XIX secolo, essi si erano mentalments pian piano separati dalla Sede Apostolica e si erano cosí allontanati dalla Roma veramente cattolica di Pio IX e del Sillabo. La loro disciplina era divenuta formale obbedienza priva di convinzione. Con poche parole Madiran tratteggia qui l’essenza della Chiesa preconciliare: sotto l’influenza del mondo moderno, dietro un apparente mantenimento dell’esteriorità, una malcelata progressiva perdita della Fede stava cambiando la Chiesa, allontanandola dalla sua originaria missione. Sebbene il Magistero papale, mediante le più importanti encicliche dei papi antiliberali quali Pio IX, Leone XIII e Pio X, aveva tentato di arginare l’invasione del nuovo mondo rivoluzionario, di quell’insegnamento Madiran (23) dice che i vescovi degli anni ‘50 non sapevano praticamente nulla.

L’aspetto ancora più grave dell’eresia del XX secolo, per il nostro filosofo francese, consisteva nell’infedeltà dei vescovi che si traduceva nella negazione dell’esistenza della legge naturale (24). Sebbene negli anni Cinquanta ancora sopravvivevano certe formule del vecchio catechismo, i vescovi, magnetizzati dal mondo moderno e contagiati dal suo liberalismo, da tempo si erano allontanati mentalmente da Roma, rifiutando la sua dottrina sociale. Nei loro cuori si stava perdendo ogni senso della legge naturale e questo preparò la via, negli anni immediatamente successivi al Concilio, alla riforma del dogma e del catechismo che fino ad allora avevano lasciato esteriormente intatti. Il loro rivoluzionario rifiuto di seguire la magisteriale dottrina sociale conteneva già implicitamente quel totale sradicamento della religione cristiana che colpì l’intera Chiesa all’indomani del Concilio (25).

Perché se non c’è una legge naturale né un ordine razionale incorporato da Dio in tutta la Creazione, allora la ragione e la fede sono naufragate. E anche se le formule del Vangelo e le definizioni dogmatiche possono, per un po’, ancora essere recitate e ripetute accuratamente, la loro sostanza è oramai stata prosciugata, e tutta la religione è stata radicalmente sovvertita. I vescovi senza legge naturale non hanno più accesso ni al Vangelo ni alle definizioni dogmatiche. Non possono più conservare o tramandare nulla (26). Sono maturi per scivolare a sinistra verso la religione sostitutiva della modernità, che è il comunismo (26).

E per concludere il suo Prologo, Madiran fa appello a un connazionale che aveva previsto questa decadenza nel clero anche prima della prima guerra mondiale. Charles Péguy (1873–1914) scrisse nel 1909 che il clero (30) stava distruggendo con successo il Cristianesimo volendo che progredisse con i tempi. Stavano perdendo loro stessi la fede (32), accettando la sua scomparsa come una naturale evoluzione.

Kyrie eleison.

Trasferimento dell Arcivescovo

Trasferimento dell Arcivescovo posted in Commenti Eleison on Settembre 26, 2020

Due giorni fa, dunque il 24 di settembre, le spoglie mortali de Mons. Lefebvre sono state trasferite dalla volta adiacente al Seminario di Écône, dove avevano temporaneamente riposato dalla sua morte nel 1991, in uno splendido sarcofago nella cripta sotto la Cappella del Seminario, appositamente preparato per il loro riposo perpetuo. Ogni splendore conviene per la sepoltura del più grande uomo di Dio, del più grande eroe della Fede Cattolica dei tempi moderni, l’Arcivescovo che virtualmente da solo ha salvato la dottrina Cattolica, i Sacramenti e il Sacerdozio dalla loro corruzione ed eliminazione da parte di uomini che non ci credevano più, per come erano stati tramandati nei millenni dalla fedele Chiesa apostolica.

E si può dire che dopo la sua morte i suoi successori hanno continuato la sua opera più o meno fedelmente per altri 20 anni, ma poi nel 2012 avvenne una trasformazione nella sua Fraternità San Pio X che obbligò molte anime a parlare di Neofraternità, un po’ come quando i cambiamenti nella Chiesa provocati dal Concilio Vaticano II (1962–1965) obbligarono molti cattolici a parlare di Neochiesa, tanto radicali furono le variazioni. Ahimè, la cerimonia del trasferimento delle spoglie dell’Arcivescovo ha rispecchiato questa trasformazione della sua opera, dalla Fraternità alla Neofraternità, perché non è stata celebrata dall’attuale Superiore Generale, Don Davide Pagliarani, ma dal suo predecessore, che è stato il principale responsabile della trasformazione della Fraternità nella Neofraternità. Questa scelta di far celebrare suo predecessore al posto di Don Pagliarani per un evento così eccezionale in onore del Fondatore della Fraternità, non è né di buon auspicio né è un incidente. Ci ricorda le parole di Nostro Signore (Mt. XXIII):

[29] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, [30] e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo uniti a loro per versare il sangue dei profeti”.

Può darsi che oggi, essendo così profonda e universale l’ipocrisia del mondo che respinge Nostro Signore, molte anime che hanno preso parte alla cerimonia non erano ipocriti coscienti, solo Dio lo sa, tali da non essere condannati così severamente come Nostro Signore ha condannato coloro di cui sapeva che stavano per crocifiggerLo. Infatti i fuorviati della Fraternità dell’Arcivescovo sono stati abili nel fuorviare i Cattolici che stavano fielmente seguendo l’Arcivescovo nella loro “disobbedienza” ai capi della Chiesa. e li avevano astutamente allontanati dalla religione Cattolica di Dio per ricondurrli verso la religione Conciliare dell’uomo. Tuttavia, oggettivamente parlando, il parallelo è evidente.

* I farisei costruirono monumenti per onorare i profeti che essi stessi avrebbero uccisi.

La Neofraternità costruisce un sarcofago per il suo Fondatore quando essa stessa fa amicizia con i Pachamamisti che egli già abominava.

* Ai farisei Nostro Signore promise di inviare messaggeri per denunciare la loro infedeltà, ma questi li uccisero lo stesso.

Alla Neochiesa e Neofraternità invia un Arcivescovo, Carlo Maria Viganò, per ricordare loro la loro infedeltà: la Neochiesa lo ucciderebbe, e la Neofraternità fa del suo meglio ignorarlo.

* I farisei furono avvertiti da Nostro Signore delle gravi conseguenze della loro infedeltà, e infatti nel 70 d.C. Gerusalemme fu completamente distrutta.

Quanto alla Neofraternità, essa ha ridotto il lavoro dell’Arcivescovo a una radicale impotenza, perché oggi più che mai la Fraternità avrebbe assoluto bisogno di nuovi vescovi per preservare l’autentica Fede. Ma il rifiuto della Neofraternità di consacrare nuovi vescovi senza il consenso dei Pachamamisti, che non acconsentiranno mai all’ordinazione vescovile di chi vuole difendere la millenaria Fede Cattolica, mette in grave pericolo l’esistenza della Fraternità.

In breve, i membri della Neofraternità hanno permesso di onorare il luogo di sepoltura del loro Fondatore a quel predecessore che più di chiunque altro ha lavorato per seppellire l’opera di Mons. Lefebvre. Sono consapevoli di contribuire al trasferimento di una obra de eroi en un box per Neophariseini?

Kyrie eleison.

Madiran Introdotto

Madiran Introdotto posted in Commenti Eleison on Settembre 19, 2020

In qualità di figlia maggiore della Chiesa, la Francia ha sempre avuto pensatori e scrittori in prima linea nella difesa della sposa di Cristo, e i tempi moderni non fanno eccezione. Dalla confusione e dal disordine determinati dal Concilio Vaticano II, si distinse un eccezionale ed autentico pioniere di quello che sarebbe diventato il pensiero “tradizionale”, il francese Jean Madiran (1920–2013), ideatore ed editore, dal 1956 al 1996, della rivista mensile di destra e nazionalista “Itinéraires” (Itinerari). Madiran, già strenuo difensore della Verità prima del Concilio, divenne un faro per molti cattolici che cercavano di non perdere la testa e non indulgere negli errori razionalisti, naturalisti e relativisti che rigurgitavano dal Vaticano II.

Negli anni ‘60 Madiran contribuì, in primo luogo, a conservare in Francia quella sana dottrina filosofica e politica che successivamente, negli anni ‘70, fornì all’arcivescovo Lefebvre uno dei capisaldi su cui organizzare un movimento clericale “tradizionale” in Francia da opporre all’abominio della desolazione conciliare. Madiran e la sua rivista ebbero un importante influenza sulla decisione dell’Arcivescovo di fondare, alla fine degli anni ‘60 nella Svizzera francese, la Fraternità San Pio X, araldo della Tradizione Cattolica, Apostolica e Romana nei successivi 40 anni. Dopo il primo incontro tra lo scrittore e l’Arcivescovo presso il seminario di Écône, per un breve periodo i due poterono collaborare.

Collaborazione che però fu interrotta quando a salire al soglio pontificio fu Giovanni Paolo II, di cui Madiran nutriva molta fiducia e speranza. La storia, come ben sappiamo, aveva preso da tempo un’altra piega, ma ciò non invalidò la provvidenziale influenza che Madiran aveva esercitato sull’Arcivescovo e la “Tradizione”. Dobbiamo oggi ricordare quanto fosse impensabile, negli anni ‘50 e ‘60, per i cattolici dubitare del proprio clero. È questo il merito di Madiran: aver conservato la Fede che la quasi intera gerarchia cattolica aveva deliberatamente rinnegato, ed essersi schierato pubblicamente contro il gregge corrotto che o seguiva “fedelmente” quella gerarchia per “obbedienza”, o si rallegrava per l’indebolimento della Chiesa provocato dalla massoneria. Il fatto che Madiran si sia successivamente lasciato ingannare da Giovanni Paolo II testimonia solo la forza del potere preternaturale che l’influsso dello gnosticismo talmudico esercita su Roma, potere che, per un periodo cruciale, Madiran è riuscito a vincere al servizio della Roma Cattolica.

Che la sua Fede non abbia mai vacillato in fondo è dimostrato dal fatto che tra tutti i libri che ha scritto durante la sua lunga vita, quello che secondo egli stesso meglio riassume l’essenza del suo pensiero è il libro di cui tratteremo in questi “Commenti Eleison”, e cioè, “L’hérésie du vingtième siècle”, “L’eresia del XX secolo”. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1968, nel bel mezzo della controversia che attanagliava il Vaticano II. Contiene una Prefazione e sei parti a cui sarà opportuno dare ampio spazio in questi “Commenti”, perché il libro pur essendo un classico ha avuto scarsissima diffusione.

È un classico perché ci vuole un filosofo tomista per purificare e chiarire il modernismo: d’altronde, come si scruta la nebbia? E Madiran era un filosofo tomista. Ma non un filosofo tomista qualsiasi, perché seppur la massa dei Vescovi del Vaticano II era stata addestrata, nei seminari o nelle congregazioni, sui principi della filosofia di san Tommaso d’Aquino, essi non avevano imparato o capito come quei principi si applicassero alla realtà. Questo perché è relativamente facile insegnare quella filosofia come un elenco telefonico coerente. Gli alunni cattolici sono docili e bevono tutto, senza necessariamente rendersi conto che il Tomismo è l’unico e il solo resoconto possibile dell’unica realtà che ci circonda. Ma chi può insegnare la realtà agli alunni nati con il riscaldamento centralizzato e allattati dalla televisione? Madiran apparteneva ad una generazione precedente, il che senz’altro lo aiutò, ma anche per lui, per comprendere lucidamente il modernismo, il collettore di tutte le eresie, era necessaria una grazia speciale di realismo, come fu per Pio Decimo, De Corte, Calderón e pochi altri eletti.

Allacciate le cinture di sicurezza. Madiran vale la pena di studiare per comprenderlo. Nelle prossime settimane, il suo Prologo.

. Kyrie eleison