conciliarismo

Ancora sedevacantismo – II

Ancora sedevacantismo – II posted in Commenti Eleison on Ottobre 8, 2016

Per ogni anima cattolica che oggi si rende conto della gravità della crisi della Chiesa e agonizza per essa, la semplicità del sedevacantismo, che respinge come invalidi la Chiesa e i Papi del Vaticano II, può diventare una seria tentazione. Peggio ancora, l’apparente logica delle argomentazioni ecclesiavacantiste e sedevacantiste può trasformare questa tentazione in una trappola mentale che nel peggiore dei casi può portare un cattolico a perdere del tutto la sua fede. Ecco perché questi “Commenti” ritornano con più particolari sull’elemento principale della varietà di argomentazioni presentata nell’articolo del 1991 da BpS, menzionato qui la scorsa settimana. Ecco di nuovo l’argomentazione:—

Maggiore: la Chiesa cattolica è assolutamente indefettibile (essa ha l’assicurazione da Dio stesso che durerà fino alla fine del mondo – cfr Mt XXVIII, 20). Minore: Ma la Chiesa conciliare o del Novus Ordo, stravolta dal neo-modernismo e dal liberalismo, rappresenta un’assoluta defezione. Conclusione: la Chiesa del Novus Ordo è assolutamente non cattolica e i suoi Papi sono assolutamente non Papi. In altre parole, mentre la Chiesa è assolutamente bianca, la Neo-Chiesa è assolutamente nera, così che la Chiesa e la Neo-Chiesa sono assolutamente diverse. Per le menti che amano pensare in bianco e nero con niente in mezzo, questo argomento ha molto fascino. Ma per la mente che riconosce che nella vita reale le cose sono spesso grigie, o una miscela di bianco e nero (senza che il nero cessi di essere nero o il bianco cessi di essere bianco), l’argomento è troppo assoluto per essere vero. Così che nella Maggiore vi è un’esagerazione dell’indefettibilità della Chiesa, e nella Minore vi è un’esagerazione della defezione della Neo-Chiesa. La teoria può essere assoluta, ma la realtà raramente è assoluta. Vediamo come sono in realtà l’indefettibilità e la conciliare defezione.

Circa la Maggiore, i sedevacantisti spesso esagerano l’i ndefettibilità della Chiesa, così come spesso esagerano l’infallibilità dei Papi, perché questo è ciò di cui hanno bisogno per sostenere il loro orrore emotivo per ciò che è diventata la Chiesa cattolica a partire dal Concilio. Ma in realtà, come l’infallibilità non ha escluso i grandi errori di alcuni Papi nella storia della Chiesa, e si applica solo quando il Papa, in forma Ordinaria, dice ciò che la Chiesa ha sempre detto, oppure, in forma Straordinaria, impegna tutte e quattro le condizioni della definizione del 1870, così l’indefettibilità della Chiesa non esclude assolutamente alcune grosse defezioni in determinati momenti della storia della Chiesa, come ad esempio i trionfi dell’Islam o del protestantesimo o dell’Anticristo ( Lc. XVIII, 8). La sola cosa che si esclude assolutamente è una defezione totale, o un totale fallimento ( Mt XXVIII, 20). Così che l’indefettibilità non è così assoluta come pretende BpS.

Circa la Minore, è vero che la defezione del conciliarismo è considerevolmente più grave di quella relativa all’Islam o al protestantesimo, perché colpisce alla testa e al cuore la Chiesa di Roma, come finora non era accaduto. Tuttavia, anche mezzo secolo di conciliarismo (1965 al 2016) non ha reso la Chiesa totalmente manchevole o fallita. Per esempio Monsignor Lefebvre – e non fu il solo – ha tenuta alta la Fede dal 1970 al 1991, e i suoi successori hanno fatto lo stesso, più o meno, dal 1991 al 2012, mentre l’assediata “Resistenza” mantiene ancora la sua linea, e a fronte degli umani collassi della Chiesa, in un futuro non troppo lontano, indubbiamente la sua indefettibilità sarà divinamente preservata, proprio come prima della fine del mondo – Mt. XXIV, 21–22. In tal modo, neanche il conciliarismo in quanto defezione della Chiesa è così assoluto come pretende BpS.

Ne deriva che il suo sillogismo deve essere ricomposto – Maggiore: l’indefettibilità della Chiesa non esclude grosse defezioni, ma solo una defezione totale. Minore: il Vaticano II è stato un’enorme ma non totale defezione della Chiesa (anche se i cattolici consapevoli della sua pericolosità devono assolutamente evitarlo, per timore di contaminazione). Conclusione: l’indefettibilità della Chiesa non esclude il Vaticano II. In breve, la stessa Chiesa di Dio è più grande di tutta la depravazione del diavolo o dell’uomo, anche del Vaticano II. La defezione conciliare potrebbe essere di una gravità senza precedenti in tutta la storia della Chiesa, ma l’indefettibilità della Chiesa e l’infallibilità dei Papi vengono da Dio e non dagli uomini. Al pari dei liberali, i sedevacantisti pensano alla maniera umana, fin troppo umana.

Kyrie eleison.

Contro il N.O.M.

Contro il N.O.M. posted in Commenti Eleison on Agosto 27, 2016

Il principio è chiaro in teoria: nel seguire Nostro Signore noi abbiamo bisogno, secondo le parole immortali di Sant’Agostino, di “uccidere gli errori, ma amare l’errante”. Ciò significa che non dovremmo mai uccidere gli errori uccidendo anche l’errante (cioè coloro che sono in errore, a meno che non siano pericolosi e incorreggibili), e che non dovremmo mai amare gli erranti amando anche i loro errori. In pratica, può essere fin troppo facile scivolare dall’uccidere l’errore all’uccidere l’errante, o scivolare dall’amare gli erranti all’amare i loro errori. In altre parole: “La Chiesa è senza compromessi in linea di principio perché crede, essa è tollerante, in pratica, perché ama.I nemici della Chiesa sono tolleranti in linea di principio perché non credono, e sono senza compromessi, in pratica, perché non amano.” Questo è ben detto.

Nel caso in cui qualcuno pensa ancora che l’autore di questi “Commenti” scivoli dalla compassione per le pecore tratte in inganno nell’ambito del Novus Ordo all’amore per gli errori della Nuova Messa di Paolo VI, ecco di seguito degli estratti di una lettera di un vecchio lettore la cui amara esperienza lo ha portato a concludere che i cattolici del Novus Ordo non meritano che si conceda loro troppo il beneficio del dubbio. Ovviamente, egli è capitato fra i peggiori della neo-Chiesa. Dai loro frutti si conoscono . . .

Ero un tipico bambino di scuola elementare in una parrocchia di 2500 famiglie in un quartiere che era cattolico quasi al 60%. Tutti noi fummo formati nella vecchia religione, e quando la rivoluzione Conciliare iniziò a distruggere la Chiesa negli anni ‘70, in tutti noi sorse la percezione che qualcosa non andasse per il verso giusto. Ora tutti i cattolici hanno il dovere di essere fedeli alla Tradizione e di scoprire dove essa si trova, ad esempio nel materiale di lettura disponibile a tutti. Per 50 anni ho chiesto, pregato, implorato i miei amici cattolici e le loro famiglie di leggere le cose lette da me, ma semplicemente essi non hanno voluto. La grande maggioranza gode della religione Conciliare: divorzii, facili annullamenti, predicatori accomodanti, femminismo, democrazia, adulterio, omosessualità e buonismo, li tengono legati al Novus Ordo, l’esatto opposto dell’amore per la verità.

Posso dire di conoscere la mentalità del Novus Ordo perché per oltre due anni sono venuto in stretto contatto con giudici, preti e laici del Novus Ordo. Posso assicurare che non è l’amore per la verità che li motiva. Si può stare certi che queste autorità della Chiesa fanno esattamente quello che quasi tutti, se non tutti, i cattolici del Novus Ordo vogliono che facciano, e cioè che ignorino le loro vite peccaminose. Sembra che gli unici ‘peccatori’ che si ha il coraggio di ammonire, istruire o consigliare siano i fumatori, gli inquinatori, gli insensibili tradizionalisti, gli amanti delle famiglie numerose. Si tenga presente che più del 90% dei cattolici sposati usa gli anticoncezionali e insegna ai loro figli a fare lo stesso. Il Novus Ordo è diventato un’organizzazione mondiale di acquietamento delle coscienze e promozione delle novità su larga scala. I cattolici del Novus Ordo credono veramente che andranno tutti in Paradiso. ‘Attendere alla propria salvezza con timore e tremore’ (Fil.II, 12) non è cosa che li riguarda.

Il controllo delle nascite è stato nei tempi moderni un punto di svolta dalla volontà di Dio alla volontà dell’uomo. Non utilizzare il controllo delle nascite per coloro che vivono in una grande città può sembrare quasi impossibile, ma chi è che sbaglia? Dio, o la città moderna? Dio ha dato alla Sua Chiesa, nel 1968, una grande occasione per tenere duro, quando ispirò un riluttante Paolo VI a rimanere fedele alla dottrina immutabile della Chiesa, ma una massa di uomini di Chiesa furono prontamente infedeli al Papa. E il risultato è stato quell’”organizzazione dell’acquietamento delle coscienze” denunciata sopra. E chi può negare che la sostituzione del vero sacrificio della Messa abbia giocato dal 1969 un ruolo enorme nei cattolici perché rinunciassero ad una vita di sacrifici per condursi al cielo, e godessero invece la vita facile che li porta all’inferno? Che responsabilità dei preti!

Kyrie eleison.

Sentimenti Dottrinali

Sentimenti Dottrinali posted in Commenti Eleison on Maggio 21, 2016

Il “Commento” della scorsa settimana (EC 461) non avrà incontrato il gusto di tutti. I lettori possono aver intuito che l’autore anonimo della lunga citazione è dello stesso sesso delle citate S. Teresa d’Avila (“soffrire o morire”) e Santa Maria Maddalena de’ Pazzi (“soffrire e non morire”), e l’anonima citazione può essere sembrata eccessivamente emotiva. Ma il contrasto con il sentire di Papa Benedetto, citato la settimana prima (CE 460), è stato intenzionale. Mentre il testo dell’uomo ha mostrato i sentimenti che reggono la dottrina, il testo della donna ha mostrato la dottrina che disciplina i sentimenti. Meglio, ovviamente, la donna che mette Dio al primo posto, come Cristo nell’orto di Getsemani (“Padre, se vuoi, allontana da me questo calice, ma non la mia volontà  . . .”), che l’uomo che mette prima i sentimenti, cambiando la dottrina e la religione cattoliche con la religione Conciliare.

Il contrasto sorprendente mette in evidenza che il primato di Dio significa che la dottrina viene prima, mentre il primato dei sentimenti significa che viene l’uomo prima di Dio. Ma la vita non consiste nell’evitare la sofferenza, bensì nell’ottenere il Cielo. Se quindi io non credo in Dio e invece rendo culto a Mammona (Mt VI, 24), non crederò in alcuna vita dopo la morte e spenderò i soldi per dei farmaci sempre più costosi per evitare la sofferenza in questa vita, perché non c’è altra vita. E così le “democrazie” occidentali creano un rovinoso Stato sociale dopo l’altro, perché per un politico “democratico”, il modo più sicuro per farsi eleggere o no è il prendere posizione a favore o contro la sanità pubblica per tutti. La cura per il corpo è tutto ciò che rimane nella vita di molti uomini che non hanno Dio. È così che l’empietà rovina lo Stato: “Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori” (Sal CXXVII, 1), mentre “Beato il popolo il cui Dio è il Signore” (Sal CXLIV, 15.). La religione governa parimenti politica ed economia, ogni falsa religione per la loro rovina, la vera religione per il loro vero bene.

In base alla sua intervista di ottobre (CE 459), Benedetto potrebbe rispondere: “Sì, ma a che serve una religione che sempre meno persone credono? La religione cattolica di sempre ha perso la sua presa sull’uomo moderno. La dottrina di ieri può essere vera quanto vuole, ma a che serve se non parla più all’uomo com’egli è oggi, dov’egli si trova oggi? La dottrina è per le anime, ma come può parlare all’uomo contemporaneo della sofferenza redentrice o della Redenzione, quando la sofferenza non ha più alcun senso per lui? Il Concilio fu assolutamente necessario per riformulare la dottrina in una forma intellegibile agli uomini com’essi sono oggi.”

E a questa posizione implicita nell’intervista di Benedetto, una risposta potrebbe essere questa: “Santità, la dottrina è per le anime, sì, ma per salvarle dalla punizione eterna e non prepararle ad essa. La dottrina è fatta di parole, le parole esprimono concetti, i concetti in ultima analisi vengono da cose reali com’esse sono concepite. Santità, Dio, l’anima immortale dell’uomo, la morte, il Giudizio e l’inevitabilità della salvezza o della dannazione eterne, sono realtà fuori dalla mia mente? E se sono realtà indipendenti da me, qualcuna di esse è forse cambiata con i tempi moderni? E se non sono minimamente cambiate, allora le dottrine che le esprimono, insieme con la dottrina del peccato originale, non esprimono il vero pericolo per ogni uomo vivente che è di andare all’Inferno? In tal caso, per quanto spiacevoli possano percepirsi tali realtà, che tipo di servizio rendo ai miei fratelli uomini facendo sì che tali dottrine appaiano loro più piacevoli, così da dissimulare il pericolo eterno invece di metterli in guardia su di esso? Quale importanza hanno i loro sentimenti a confronto con l’importanza del loro attaccamento, e l’assimilazione, alle vere dottrine, così che possano essere beatamente felici e non pesantemente tormentati per tutta l’eternità – per tutta l’eternità?”

Ma nel nostro mondo apostata la massa degli uomini vuole solo volgersi alle favole (II Tim. IV, 4) per mettere la sordina sui propri peccati. Il risultato è che per mantenere la morale del universo in equilibrio, dev’esserci un certo numero di anime mistiche, note solo a Dio, che assumano su di sé la sofferenza acuta, per Cristo e per i loro simili, e c’è da scommettere che la maggior parte di esse sono donne.

Kyrie eleison.

L’eredità di monsignore – II

L’eredità di monsignore – II posted in Commenti Eleison on Aprile 2, 2016

Nel 2012, i successori di Monsignore alla testa della sua Fraternità San Pio X, non essendo riusciti a capire come lui ponesse in modo fondamentale la Verità cattolica prima dell’Autorità cattolica, sostennero falsamente di star seguendo il suo esempio, quando al Capitolo Generale della Fraternità, in quell’estate, si disposero a mettere nuovamente la Verità al di sotto dell’Autorità, aprendo la porta a un accordo politico e non dottrinale con i bugiardi di Roma – “Il cattolicesimo è rivoluzionario” è una menzogna mostruosa. Per anni questi successori hanno diffuso le voci che l’accordo sarebbe stato imminente, ma Roma li porta dove vuole, per loro stessa responsabilità, e rischia di continuare ad ottenere concessioni, come, forse, la disastrosa intervista del 2 marzo concessa dal Superiore Generale ad un predatore di professione. La Roma conciliare non dimentica mai ciò che la FSSPX sembra non voler più ricordare – la Tradizione Cattolica e il Vaticano II sono assolutamente inconciliabili.

Tuttavia, Monsignore ha discepoli che non hanno dimenticato questa inconciliabilità. Costoro sono noti sotto il nome di “Resistenza”, che è un movimento piuttosto che un’organizzazione, come è logico che sia. Aggrappati alla Verità contro la falsa Autorità sia di Roma sia ora della FSSPX, ogni autorità interna tra loro può al massimo essere supplita, cioè un’autorità anormale fornita dalla Chiesa invisibilmente in caso di emergenza per la salvezza delle anime. Ma tale autorità, per l’invisibilità della sua trasmissione (in contrasto con le cerimonie visibili con le quali vengono trasmessi molti tipi di autorità tra gli uomini), è molto più debole e più contestabile dell’autorità normale nella Chiesa, che scende sempre, in ultima analisi, dal Papa. Pertanto, la “Resistenza” ha la forza della Verità, ma una debolezza dell’Autorità, di norma essenziale per proteggere la Verità cattolica.

Sicuramente, i cattolici resistenti, all’interno o al di fuori della Tradizione, devono tenere conto delle tante conseguenze di questa divisione tra Verità e Autorità, imposta dal Vaticano II a tutta la Chiesa. Essendo il Supremo Pastore di Dio fortemente colpito dalla follia conciliare, come potrebbero le pecore di Dio non essere fortemente disperse (cfr Zach XIII, 7; Mt. XXVI, 31)? Per non soffrire, i cattolici non avrebbero dovuto appartenere alla Chiesa cattolica. È questo che vogliono? Quindi i cattolici per il momento non devono essere né sorpresi dai tradimenti, né delusi dalle divisioni. Al Diavolo per il momento è stata data quasi mano libera per causare divisioni (“diabolein” in greco), e quando i cattolici sono tutti in lotta per la salvezza eterna, le divisioni sono spesso amare. Pazienza.

Poi, visto che dai Papi conciliari non può più venire la linfa vitale della vera Autorità cattolica, che scenda fin nelle istituzioni cattoliche, le persone cattoliche non possono più dipendere dalle istituzioni cattoliche come normalmente dovrebbero essere in grado di fare. Piuttosto, sono queste istituzioni che per la Verità devono dipendere dalle persone, come si è visto per la FSSPX che dipendeva da Mons. Lefebvre. Ma le persone, senza il sostegno o controllo istituzionali, sono sempre suscettibili di essere fallibili, e così non sembra saggio aspettarsi che oggi ogni raggruppamento di cattolici per la Verità possa attrarre grandi numeri. Naturalmente, i cattolici possono aspettarsi una struttura, una gerarchia, dei Superiori e l’obbedienza, ma queste non possono essere fabbricate dal nulla. Sicuramente i piccoli resti sono all’ordine del giorno. Pazienza.

In conclusione, i cattolici che stanno cercando di mantenere la Fede devono far propria la loro meritata punizione, rinunciare a tutte le umane illusioni e invenzioni, e chiedere in preghiera a Dio Onnipotente di intervenire. Quando abbastanza anime si rivolgeranno a Lui per la Sua soluzione, e non per la loro, esse riconosceranno che la Sua Provvidenza interviene per loro nella forma della Devozione dei Primi Sabati del mese, in riparazione a Sua Madre. Quando sarà stata fatta la bastante riparazione, Egli darà al Suo Vicario in terra la grazia di consacrare la Russia al di lei Cuore Immacolato, e allora l’ordine incomincerà ad essere ripristinato, come Dio ha promesso. Per la pratica di questa Devozione, non perdere i “Commenti” della prossima settimana.

Kyrie eleison.

Argomentazione emotiva

Argomentazione emotiva posted in Commenti Eleison on Marzo 21, 2015

Un vecchio paragone ha il vantaggio di essere molto chiaro: sul dorso di un mulo un pacco pesante può essere difficile da bilanciare. Se si sposta verso sinistra, bisogna spingerlo verso destra. Se si inclina verso destra, deve essere spostato a sinistra. Ma tali spinte non sono in contrasto – hanno il solo scopo di mantenere il pacco equilibrato. Allo stesso modo, questi “Commenti”, nell’argomentare ripetutamente contro il sedevacantismo, non per questo spingono verso il liberalismo, né suggeriscono che il sedevacantismo sia un male pari al liberalismo. Si tratta semplicemente di riconoscere che le parole e le azioni sconcertanti del presente occupante la Santa Sede possono indurre molti buoni Cattolici a rinunciare all’uso della ragione e a giudicare la realtà sulla base delle loro emozioni. Questa è una pratica molto comune oggi, ma non è cattolica.

Così, gli argomenti sedevacantisti, dopo averli esaminati, non sono mai così forti come possono sembrare. Vediamone due che di recente sono arrivati sulla mia scrivania, entrambi provenienti da cattolici devoti, forti nella fede.

Ecco il primo: i Papi conciliari, soprattutto Francesco, non hanno confermato i loro fratelli nella Fede; ma siccome il farlo è l’essenza di un Papa, ne consegue che i Papi conciliari non sono essenzialmente Papi. In risposta si deve distinguere un Papa nel suo essere, da un Papa nel suo agire.

Un Papa diventa essenzialmente Papa nel suo essere per la sua valida elezione in un conclave di cardinali, o per la convalida della sua elezione, se essa fosse invalida in sé, che si realizza col fatto che la Chiesa universale lo accetta successivamente come Papa (questo potrebbe essere stato il caso di più di un Papa conciliare, Dio solo lo sa). Al contrario, nel confermare i suoi fratelli nella Fede, un Papa è essenzialmente Papa nel suo agire. Le due cose sono diverse e possono essere separate. Pertanto, un Papa può fallire nell’azione senza necessariamente cessare di essere un Papa nel suo essere. Questo è sicuramente il caso di alcuni, se non tutti, i Papi conciliari.

Il secondo argomento è questo: per il singolo fallibile Cattolico, ergersi a giudice dell’errore del Magistero infallibile della Chiesa è ridicolo. Quindi, di fronte all’errore evidente (ad es. il Conciliarismo) di tale magistero (ad es. i Papi conciliari), si può solo concludere che essi non sono stati veri Papi. In risposta si deve dire che il Papa non è necessariamente il Magistero infallibile della Chiesa. Se egli non impegna tutte e quattro le rigorose condizioni del Magistero Straordinario, né insegna in conformità con il Magistero Ordinario della Chiesa, allora è fallibile, e se contraddice questo Magistero Ordinario allora è certamente in errore, e può essere giudicato tale da ogni cattolico (o non cattolico!) che fa il giusto uso della mente che Dio gli ha dato. Altrimenti, come potrebbe avvertirci tutti quanti Nostro Signore di stare attenti ai falsi profeti e ai lupi travestiti da pecore ( Mt. VII, 15–20)?

In realtà entrambi gli argomenti possono provenire da un rifiuto emotivo dei Papi conciliari: “Hanno così maltrattato la Chiesa che io semplicemente non posso accettare che siano stati papi! ” Ma se fossi stato uno spettatore della Via Crucis originaria? – “Questo maltrattamento di Gesù è tale che io semplicemente non posso accettare più che egli sia il Figlio di Dio!” E allora, non sarebbe stato giusto il mio rifiuto emotivo del maltrattamento, eppure errata la mia conclusione? C’è un mistero intorno ai Papi conciliari, che il sedevacantismo semplicemente rimuove e nullifica.

Ora è possibile che quando la Chiesa un giorno tornerà in sé, l’autorità competente dichiari da sé che i Papi conciliari non erano Papi, ma tra oggi e allora gli argomenti finora portati avanti per dimostrare che la Sede di Roma sia vacante non sono conclusivi come si vorrebbe fare apparire.

Kyrie eleison.

Monsignore commentato – I

Monsignore commentato – I posted in Commenti Eleison on Gennaio 3, 2015

Per le odierne autorità della Chiesa “ non c’è verità fissata, non vi è alcun dogma. Tutto si evolve.” Così disse Mons. Lefebvre (1905–1991) nel 1991 (vedi il “Commenti Eleison” della settimana scorsa). Verso la fine della sua vita Monsignore vide più chiaramente con chi avesse avuto a che fare nella sua eroica difesa della Fede. Ma da allora in poi, i liberali (che lo sono a loro propria insaputa?) che hanno diretto la sua Fraternità San Pio X da subito dopo la sua morte, fino ad oggi non hanno compreso la gravità del problema così come venne individuato da Monsignore. Si permetta quindi che questi “Commenti” diano inizio al Nuovo Anno tentando ancora una volta di mettere a fuoco la ferita mortale della Chiesa e del mondo di oggi.

Da quando Immanuel Kant (1724–1804) eresse a sistema filosofico il rifiuto della realtà di Dio da parte dell’uomo, sistema basato sulla sua teoria assolutamente falsa secondo la quale la mente umana non può conoscere l’oggetto com’è in se stesso, le facoltà di filosofia delle università di tutto il mondo iniziarono a spargere ovunque tale follia e a volgarizzarla, perché la gente voleva fare della libertà il suo dio, e Kant aveva offerto la liberazione suprema, quella della mente dal suo oggetto.

Ora, i cattolici non ancora contaminati dalla fantasia kantiana sanno che Dio e il Suo Cielo esistono al di fuori e indipendentemente delle loro piccole menti, così che se vogliono essere felici per l’eternità, la loro mente deve attenersi al meglio alla realtà oggettiva e non alla fantasia soggettiva. Per questo, nel corso di un secolo e mezzo Dio dette una serie di Papi anti-liberali che si opposero ad un mondo liberale che diventava ogni giorno sempre più pazzo, ed essi protessero la Chiesa dall’apprezzato e popolare soggettivismo. Ma a partire dagli anni ‘50, cardinali e vescovi della Chiesa non pregarono abbastanza per mantenere tale protezione delle loro menti e dei loro cuori dalla follia, conosciuta all’interno della Chiesa come “modernismo”, e così al conclave del 1958 elessero uno di loro, il supposto “buono” Giovanni XXIII, un liberale (conscio di essere tale? Solo Dio lo sa), che nel 1962 indisse puntualmente il disastroso Concilio Vaticano II.

Perché disastroso? Perché la follia del soggettivismo (il rifiuto della realtà oggettiva), invece di essere di nuovo duramente condannata dalle più alte autorità della Chiesa, venne da loro adottata ed introdotta (consciamente o inconsciamente? Solo Dio lo sa) nei fondamenti ufficiali della dottrina e dell’azione della Chiesa. Il problema non poteva essere più grave. Gli ufficiali della vera Chiesa di Dio, incaricati di proclamare e difendere l’oggettiva verità di Dio necessaria per la salvezza, ormai filtravano tale verità attraverso le loro menti soggettiviste. Si pensi di avere solo bottiglie sporche dove conservare il meglio del vino; questo potrà solo rovinarsi. Oggi, gli ufficiali della Chiesa conciliare possono solo rovinare la verità di Dio.

Ecco il motivo per cui Monsignore nel 1991 disse, “ Abbiamo a che fare con persone (al vertice della Chiesa) che hanno una filosofia diversa dalla nostra, un modo diverso di vedere, che sono influenzate da tutti i moderni filosofi soggettivisti. Per loro non c’è verità fissata, non vi è alcun dogma. Tutto si evolve. Questa è davvero la distruzione massonica della Fede. Fortunatamente, noi abbiamo la Tradizione a cui appoggiarci!

Ma cos’è accaduto alla Tradizione senza Monsignore che la guidasse? Ahimè, le autorità al vertice della sua Fraternità San Pio X, la quale per circa 40 anni ha guidato la difesa della Fede oggettiva, non hanno pregato abbastanza seriamente per proteggere le loro menti e i loro cuori dall’essere infettati a loro volta dal soggettivismo. Anche loro hanno perso il primato della verità oggettiva, e così si sono fatti giuocare dai Romani come un pesce dal pescatore. Mons. Lefebvre, prega per noi!

Kyrie eleison.