Stati Uniti d’America

Mistificazione USA

Mistificazione USA on Febbraio 23, 2019

La scorsa settimana questi “Commenti” hanno citato il Presidente della Russia, Putin, che nel 2014 ha accusato gli Stati Uniti d’America di aver “rovinato tutti i sistemi di sicurezza collettiva globale”. A cosa si riferiva?

Negli anni ‘80 i Presidenti Reagan e Gorbaciov, rispettivamente degli USA e della Russia, rendendosi conto del pericolo del reciproco deposito di armi nucleari, in grado di porre fine alla vita sulla terra, stipularono insieme degli accordi per ridurre le armi di cui disponevano e per astenersi dal produrre altri armamenti di tipo specificamente pericoloso che non avevano ancora. Questi accordi servirono a sciogliere le tensioni e a mantenere la pace tra le due nazioni fino alla fine della Guerra Fredda, nel 1989 e oltre, ma la caduta del muro di Berlino e il collasso della Russia sovietica crearono una nuova situazione sulla scena mondiale – gli Stati Uniti erano ormai l’unica superpotenza. Avrebbero avuto la saggezza di non abusare della loro ormai schiacciante potenza militare?

Numerosi leader all’interno degli USA chiesero una forte riduzione delle spese militari – ce n’era bisogno nel futuro? Ma già nel 1961 il presidente uscente Eisenhower, nel suo discorso d’addio alla nazione, aveva notoriamente messo in guardia i cittadini americani contro il suo “complesso militare-industriale” che esercitava un’influenza eccessiva sulla politica pubblica. Con l’acronimo “MIC” egli designò l’alleanza triangolare informale che si era creata tra le forze armate USA, l’industria pesante e il Congresso, e il pericolo era che insieme avrebbero voluto la guerra per gli immensi profitti derivanti dalla produzione di armi costose – già nel 2011 gli USA hanno speso più per le loro forze armate che le successive 13 nazioni messe insieme.

La verità è che un’economia capitalista prospera con la guerra: produrre le armi è già un’impresa costosa, ma se vengono distrutte e devono essere sostituite questo comporta un ulteriore fatturato per i produttori. Così, alla fine della Guerra Fredda, c’erano almeno tre argomenti a favore del mantenimento della grossa spesa per le armi: gli USA dovevano essere sempre pronti a difendersi dalle minacce che potevano sorgere, l’economia aveva bisogno di fatturato e il mondo aveva bisogno di un poliziotto. Nei limiti ragionevoli, ognuna di queste argomentazioni è valida, ma il Piano che i leader USA (soprattutto Dick Cheney) elaborarono negli anni ‘90 per guidare la politica USA non era necessariamente ragionevole, perché era un piano che serviva agli USA per governare il mondo. Esso esige che gli USA mantengano la loro schiacciante superiorità militare e impediscano a nuovi rivali di sorgere per sfidarli sulla scena mondiale. Esso esige il dominio sia sugli amici, sia sui nemici. Esso confessa che gli USA non devono essere solo più o i più potenti, ma devono essere assolutamente potenti. Il Piano ha trasformato il disarmo in un riarmo. (Per il Piano Cheney, ver http://​www.​informationclearinghouse.​info/​article1544.​htm.)

Che un piano espresso in questi termini soffra di un pericoloso orgoglio e di un’ambizione eccessiva dovrebbe essere ovvio per chiunque abbia la minima conoscenza della natura umana. Sotto il Presidente Clinton (1992–2000) il Piano fu rallentato, ma non appena Dick Cheney tornò al potere con i Repubblicani come vicepresidente, è stata messa in pratica nel 2001 la malvagia idea di un nuovo Pearl Harbour come evento artificioso per mobilitare la gente a favore di una politica che diversamente non sarebbe mai stata approvata – fu l’11 settembre –, una delle più grandi bugie di tutta la storia, che può essere stata progettata solo dal governo segreto (il vero “Deep State”) che sta nel profondo del governo pubblico. Questo Piano all’epoca riuscì egregiamente a portare avanti il Piano di Cheney. E’ stato l’11 settembre a rendere subito possibile l’invasione militare dell’Iraq e tante altre guerre di aggressione da allora. Ed esso ha anche fatto fare giganteschi passi avanti allo Stato di polizia mondiale.

Ma le bugie sono il marchio certo di Satana. Ne consegue che c’è qualcosa di satanico nel piano di Cheney, con il suo disegno per il dominio militare del mondo da parte degli USA, il tutto in nome della “democrazia”. Per una sana visione dell’insana politica degli USA diretta verso la III Guerra Mondiale, si legga su PaulCraigRoberts.org la lucidità di un ex alto funzionario del governo americano sotto il Presidente Reagan (1980–1988), che ha assistito di persona e ha ammirato come Reagan e Gorbaciov fossero riusciti a lavorare insieme per proteggere la pace mondiale.

E preghiamo per Trump e Putin. Con tutti i loro rispettivi difetti, entrambi sono sicuramente doni di Dio per i quali dobbiamo esserGli grati.

Kyrie eleison.

Guerra evitata? – I

Guerra evitata? – I on Aprile 21, 2018

Alla fine del mondo ci saranno “guerre e rumori di guerre”, dice il Nostro Divino Signore ( Mt. XXIV, 6), ma “Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine”. Nelle ultime settimane abbiamo sicuramente avuto rumori di guerra, inclusa la minaccia in Siria di un grave scontro tra le forze armate degli Stati Uniti e della Russia. Da allora la minaccia sembra essersi attenuata. Cos’è successo e quali sono le prospettive per il futuro? Siamo al sicuro dalla Terza Guerra Mondiale?

È difficile dirlo con certezza, perché ovviamente i media pubblici sono praticamente tutti nelle mani di quella razza di gente che sta spingendo verso questa Terza Guerra Mondiale, che spera possa permettere loro di completare la loro tirannia sull’umanità, lasciata incompleta dalle loro prime due Guerre Mondiali. Pertanto, praticamente tutti i resoconti dei media sono rivolti a favore delle persone e degli eventi che potrebbero portare alla guerra. Tuttavia tale razza di gente non è ancora riuscita a controllare Internet, che per il momento ha rotto il loro controllo monopolistico sull’opinione pubblica, così che, se si è in cerca della verità, si possono ancora sentire voci sane. Quello che segue è una versione degli eventi a partire da materiale fornito da due commentatori degli Stati Uniti, entrambi rintracciabili su Internet – Paul Craig Roberts e “the Saker”:—

L’ultimo temuto scontro tra Stati Uniti e Russia in Siria è stato evitato perché i capi delle forze armate statunitensi a Washington non avrebbero rischiato un conflitto con i Russi, a causa delle temibili armi russe recentemente rivelate dal Presidente Putin in Russia. Queste armi sembrerebbero in grado di annientare qualsiasi flotta americana attualmente nel Mediterraneo. Perciò gli Americani hanno evitato accuratamente di colpire in un modo che avrebbe potuto provocare una rappresaglia russa, e hanno avvertito i Russi in anticipo, così che la maggior parte dei missili lanciati sono stati abbattuti dalla Siria, e il danno è stato minimo.

Significa che il pericolo è finito? Per niente. Quella razza di gente menzionata sopra vuole ancora la guerra, e controlla la politica estera americana, come Ariel Sharon ebbe a vantarsi una volta in Israele: “Controlliamo gli Americani, e loro lo sanno.” Con ogni mezzo del loro considerevole potere andranno a lavorare sui generali americani dissenzienti e sul Presidente Trump, e nel frattempo stanno lavorando furiosamente per sviluppare mezzi efficaci di difesa contro le nuove armi russe. E non appena riterranno di aver superato questi ostacoli, i loro media produrranno un’altra serie di bugie per ingannare lo stupido pubblico occidentale, bugie come le “armi chimiche” (da tempo rimosse dalla Siria) o la necessità di costruire la democrazia (mentre gli stessi Siriani sono piuttosto felici con il loro Presidente Assad); o come “Putin è Hitler” (mentre invece egli continua a mostrare notevole pazienza di fronte alla vile provocazione occidentale, ma se questa non si fermerà, allora un giorno egli reagirà più che comprensibilmente).

Tuttavia, anche l’opprimente influenza di questa razza di gente (appena accennata dai due commentatori politici) non costituisce il vero cuore religioso della questione (non menzionato affatto dai commentatori) – tale gente è semplicemente un flagello usato – e preservato – da Dio per servire a punire i popoli sulla terra che Gli voltano le spalle. E’ così che questa razza di gente ha mostrato ai capi dell’Occidente tutti i regni del mondo, vantandosi di averli in suo potere, e ha promesso di consegnare all’Occidente il Nuovo Ordine Mondiale se solo l’Occidente si inchinerà e l’adorerà. I capi e le nazioni occidentali non hanno dovuto accettare l’offerta, ma hanno scelto liberamente.

Quindi, a meno che i capi e le nazioni occidentali non inizino a dare la risposta corretta a tale offerta, e cioè: “adorerai il Signore Dio tuo, e solo Lui servirai”, questa razza continuerà a usare tutti i suoi talenti speciali, dategli da Dio, per tentare ed affliggere. Corrispondentemente, la Terza Guerra Mondiale sembra probabile che alla fine si verifichi, se non in Siria, ovunque le nazioni senza Dio vogliano essere ingannate.

Kyrie eleison.

Resistenza Crescente

Resistenza Crescente on Aprile 20, 2013

Un altro viaggio di tre settimane nel continente a Ovest dell’Oceano Atlantico mi ha permesso di vedere che la resistenza alla caduta della Fraternità San Pio X nelle braccia della Roma apostata, è in crescita, più in qualità che in quantità (ma la quantità cattolica segue la qualità cattolica, e non viceversa). I tradizionalisti sono stati deliberatamente tenuti all’oscuro di ciò che stava accadendo tra la Fraternità e Roma, ma non appena scoprono come la vera religione cattolica sia stata messa in pericolo, ecco che un certo numero di uomini buoni reagiscono con serietà e risoluzione.

Ho visitato prima di tutto la comunità di Dom Jahir composta da una decina di religiosi, nel nord del Brasile, dietro la città di Salvador, dove Dom Jahir è stato parroco per molti anni. Avendo abbandonato la neo-Chiesa, vede la situazione della neo-Fraternità molto chiaramente. Ha fondato la sua comunità nella vera Fede, ed è facile immaginare come parecchi dei suoi uomini diventino nel giro di pochi anni dei valenti sacerdoti che manterranno questa Fede. Ho conferito la Tonsura e i primi due Ordini Minori ad uno di essi, per poi dirigermi a sud, dove ho fatto visita ad un altro sacerdote brasiliano, divenuto famoso per la sua convinta adesione alla Tradizione, com’era intesa da Mons. Lefebvre.

Il benedettino Dom Thomas è il Priore del Monastero sito nelle montagne vicino a Nova Friburgo, dietro Rio de Janeiro. Esso fu fondato negli anni ‘80 da Dom Gérard, come una costola del Monastero Benedettino Tradizionale che lo stesso Dom Gérard aveva fondato in Francia negli anni ‘70, con l’incoraggiamento e il sostegno di Mons. Lefebvre. Tuttavia, quando Monsignore consacrò i vescovi, nel 1988, Dom Gérard ruppe con lui, condusse il suo Monastero nella neo-Chiesa e attraversò l’oceano per fare lo stesso con questo Monastero brasiliano.

Qui egli incontrò la resistenza di Dom Thomas, che era ancora solo un giovane monaco, ma che prima di diventare monaco aveva appreso in profondità l’erroneità della neo-Chiesa da un famoso cattolico brasiliano laico, Gustavo Corção. Con l’aiuto di buoni laici e con il sostegno di Mons. Lefebvre, Dom Thomas si oppose a Dom Gérard e salvò il Monastero per la Tradizione. Con una tale esperienza alle spalle, non sorprende che anche Dom Thomas veda molto chiaramente la situazione sia della neo-Chiesa, sia della neo-Fraternità. In una tenda eretta fuori della piccola chiesa del Monastero, per i visitatori in più giunti per le cerimonie della Settimana Santa, con pochi sacerdoti, ma con tutti gli elementi essenziali, abbiamo officiato la Consacrazione degli Oli Santi del Giovedì Santo. Per quest’anno, questo Monastero potrà provveder egli Oli ai sacerdoti, in particolare se non li ottengono più dalla neo-Fraternità.

Quindi, in aereo mi sono recato al Nord, per visitare altri tre centri della Resistenza in fase di avviamento in USA ad opera dei coraggiosi Don Joseph Pfeiffer e Don David Hewko. Vicino al Connecticut, nel New Jersey e in Minnesota ho potuto conferire le Cresime e tenere delle conferenze ai cattolici insospettiti da ciò che sta accadendo nella neo-Fraternità. Le loro domande importanti meritavano risposte veritiere.

Buone notizie per i benefattori di Eurolandia: la”St Marcel Initiative” ha finalmente un RIB e un IBAN in Francia, per facilitare le donazioni in euro alla stessa”St Marcel Initiative”. Per effettuare un bonifico bancario da dentro la Francia si usi il seguente RIB: ***** ***** *********** **; da fuori la Francia il seguente IBAN: **** **** **** **** **** **** ***. La”St Marcel Initiative” è appena stata in grado di dare un importante aiuto, tanto necessario, al Monastero di Dom Thomas. Egli ringrazia tutti coloro che hanno contribuito all’”Initiative”.

Kyrie eleison.

Semaforo Giallo

Semaforo Giallo on Gennaio 5, 2013

Non tutti voi lettori di “Commenti Eleison” potreste avere avuto la possibilità di leggere la notevole lettera di due mesi fa, scritta da Don Ronald Ringrose a Don Arnauld Rostand, Superiore del Distretto degli USA della Fraternità San Pio X. Don Ringrose è stato per oltre 30 anni pastore indipendente della parrocchia tradizionale di St. Athanasius, appena fuori di Washington, D. C., e in tutto questo tempo è stato un fedele amico, senza esserne membro, della FSSPX. Tuttavia, nel giugno dell’anno scorso ha ospitato nella sua parrocchia il primo incontro negli USA del gruppo di sacerdoti che oggi costituiscono una Resistenza al cambiamento di direzione della Fraternità, a lungo latente, e divenuto chiaro a tutti nella primavera dello scorso anno. Come fedele esecutore di Mons. Fellay negli USA, Don Rostand gli scrisse per proporgli un incontro nel quale avrebbe potuto convincere Don Ringrose che il cambiamento non fosse tale. Ecco cos’ha risposto Don Ringrose:—

«La ringrazio per la sua lettera del 12 ottobre, nella quale mi ha proposto un incontro per discutere della situazione in seno alla Fraternità San Pio X. Benché si tratti di un’offerta molto gentile da parte sua, che ho apprezzato molto, io non penso che un tale incontro sia utile, dato che i problemi derivano dagli alti dirigenti della Fraternità, e Lei non è in condizioni di poterli cambiare.

«È vero che io sono stato un fervente sostenitore della Fraternità da numerosi anni. Questo sostegno si basava sul fatto che la mia missione di sacerdote e la missione della Fraternità erano una sola e stessa missione: aiutare le anime a rimanere legate alla fede cattolica, in questo periodo in cui essa sembra che sia stata abbandonata dalla Roma post-conciliare.

«Oggi devo essere più prudente e riservato in questo sostegno. Io sono allarmato dal fatto che il Superiore generale dica che il 95% del Vaticano II è accettabile. Io sono stupito per il fatto che la direzione della Fraternità risponda ai tre vescovi della Fraternità dicendo che essi fanno degli errori del Vaticano II delle «super-eresie». Io sono deluso per il fatto che la risposta della Fraternità ad Assisi III sia stata così debole e anemica. Io sono rattristato per le ingiuste sanzioni disciplinari contro i sacerdoti della Fraternità che seguono l’esempio di Mons. Lefebvre, e sono indignato per il trattamento riservato a Mons. Williamson – e non solo per la sua recente espulsione, ma per il trattamento squallido che ha subito nel corso degli ultimi anni.

«Prima di quest’anno, quando un parrocchiano mi chiedeva cosa pensassi della Fraternità, io indicavo sempre il semaforo verde. Dopo le recenti azioni della Fraternità, non indico ancora il semaforo rosso, ma il semaforo giallo della prudenza. Il rosso si accenderà se e quando la Fraternità farà in modo di essere assorbita nella Chiesa conciliare, alla quale Mons. Lefebvre ha così vigorosamente resistito.

«È con grande tristezza che Le scrivo queste righe. Nelle fila della Fraternità, vi sono molti buoni sacerdoti, fedeli e zelanti. Molti di essi li conosco personalmente e li ammiro. Molte anime dipendono da loro. È per amore della Fraternità che io temo per il suo avvenire. Temo che essa si trovi su un percorso suicida. La direzione può pensare che un accordo non è più d’attualità, ma temo che questo non sia il pensiero di Roma.

«Prego perché la Fraternità ritorni alla missione assegnatale da Mons. Lefebvre, senza compromessi né dissimulazioni. Quando lo farà, avrà il mio sostegno senza riserve».

E la lettera di Don Ringrose si conclude con i saluti fraterni. Essa è veramente un modello di lucidità e cortesia, fermezza e carità. Lunga vita a Don Ringrose che mantiene un incomparabile bastione del Cattolicesimo proprio accanto alla capitale degli Stati Uniti!

Kyrie eleison.

Dittatura Imminente

Dittatura Imminente on Novembre 24, 2012

Un ritratto impressionante del nostro mondo contemporaneo è apparso due mesi fa sul sito Internet 321 gold. Il titolo è scoraggiante: “Declino, degrado, negazione, delusione e disperazione”, ma il contenuto è sicuramente realistico. Partendo da una scena di strada come se ne trovano indubbiamente in tutti gli Stati Uniti orientali, l’autore conclude che entro 15 anni nel suo paese scenderà una dittatura orwelliana, come effetto indesiderato di cause desiderate. Ma gli USA non sono il prototipo del mondo intero? Non sta il mondo intero acquisendo lo stile di vita americano? “Acquirente, stai attento!”

Questo autunno, per le strade di Wildwood, New Jersey, l’autore ha notato sui marciapiedi un gran numero di uomini e donne al di sotto dei 50 anni e abbondantemente sovrappeso, che giravano per la città su degli scooter acquistati con le sovvenzioni del governo, e che si recavano da un fast-food all’altro per ingozzarsi di leccornie ricche di zucchero, il cui peso supplementare farà affaticare ancor di più il loro ultimo modello di scooter. Come li definisce in modo divertente? – “La sfida del peso vinta con i loro veicoli di mobilità superiore”. Tale è la fuga dalla realtà attuata dal “politicamente corretto” e dal suo linguaggio.

L’autore si interroga sulla causa di questo effetto tragicomico: Com’è possibile che il popolo americano che una volta conservava il 12% del suo reddito, sia stato indotto a far schizzare fuori dal grafico le statistiche sull’obesità, con uno stile di vita sovraccarico di debiti e di caramelle, non risparmiando più per se stessi e caricando di un peso insopportabile di debiti i loro figli e i loro nipoti? Certo vi è una mancanza di temperanza da parte loro, egli dice, ma ci dev’essere qualcosa di più sinistro, qualche ragione dietro tali spettacoli irragionevoli. L’insieme dei cittadini, egli afferma, viene manipolato da un invisibile governo che padroneggia le moderne tecniche di manipolazione di massa.

E cita un pioniere di questi maestri, degli anni 1920, Edward Bernays: “La manipolazione cosciente e intelligente delle masse è un elemento importante nella società democratica . . . . Un gran numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme in una società che funzioni agevolmente . . . . In politica e in economia, come nella condotta sociale e nel pensiero etico, siamo dominati da un numero relativamente piccolo di persone . . . che comprendono i processi mentali e i modelli sociali delle masse”. Sono loro “i veri detentori del potere nel paese” e coloro che “muovono i fili che controllano le menti del pubblico”. A quale scopo? Per la loro ricchezza e il loro potere.

Sono loro che hanno organizzato l’attuale crisi finanziaria ed economica, a loro beneficio. Sono loro che hanno “rovinato l’economia mondiale . . . scaricato il loro debito senza valore sulle spalle dei contribuenti e delle generazioni future, messo a rischio di debilitazione gli anziani e i risparmiatori, rubando loro 400 miliardi annui di interessi e arricchendo se stessi con i profitti gonfiati e la riscossione dei bonus”. E quando sono giunti al pettine i nodi di questo insostenibile modo di vivere, ecco che i nostri invisibili dirigenti hanno approntato per noi una “dittatura da lacrime” tipo 1984, fornendo alla polizia milioni di cartucce, collocando ovunque videocamere e video-spie di sorveglianza, imprigionando senza accusazione, e così via e così via. Eppure, dice l’autore, la colpa è degli stessi cittadini, che hanno preferito l’ignoranza alla verità, la malattia alla salute, le menzogne dei media all’attenzione critica, la tranquillità alla libertà.

C’è solo una cosa che manca in questa mirabile analisi: potrebbe la nostra élite di governo agire in modo così selvaggio, o le nostre masse divenire così stupide, se avessero conservato il minimo senso di Dio che giudica noi tutti al momento della morte secondo i Dieci Comandamenti? Certo che no! Cattolici, svegliatevi!

Kyrie eleison.

Infezione ? – Chi ?

Infezione ? – Chi ? on Agosto 25, 2012

Uno dei miei proverbi preferiti viene dalla Cina: “Il saggio biasima se stesso, lo stolto biasima gli altri”. Non perché gli altri non siano mai da biasimare, ovviamente, ma perché in genere io posso fare poco o niente perché cambi il loro comportamento, mentre invece sono padrone del mio, almeno in teoria. Com’è detto nell’Imitazione di Cristo: raramente traiamo profitto pensando ai peccati degli altri, sempre pensando ai nostri stessi peccati.

Questa antica saggezza ci è tornata in mente per una lettera di una lettrice di “Commenti Eleison” (n. 263), dove lei lamenta l’”infezione conciliare” che ha notato nel modo in cui, negli USA, le Messe Tridentine vengono celebrate dai sacerdoti e seguite dai laici. Se riassumiamo di seguito le sue tristi osservazioni, non è per gettare ombra sui sacerdoti o sui laici, ma per suggerire come ognuno di noi debba esaminare il proprio comportamento.

In generale, lei dice che l’”infezione conciliare” si è insinuata da tempo nelle cappelle della FSSPX. E arriva a dire che la situazione è già deteriorata ed è disperata: ormai il danno è fatto. È come se il latino avesse prevalso sulla Fede, come se tutto andasse bene sol perché la Messa Tridentina è detta in latino. Non avendo compreso – o fatto proprio – che cosa sia realmente la Messa – lei dice – i laici trovano normale assistere semplicemente. Molti assistono alla Messa pensando ad altro e ricevono la Santa Comunione in modo molto irriverente, proprio come nella neo-Chiesa.

Lei biasima i sacerdoti perché non spiegano a sufficienza la Fede o la Messa. E per le loro prediche, a volte si chiede se capiscano cosa stanno dicendo, mentre altre volte trova che le idee personali dei sacerdoti e l’insieme della predica si presentano come quelle conciliari. Le norme liturgiche non sarebbero rispettate, le rubriche non sarebbero corrispondenti, il Canone della Messa appare affrettato. In breve, lei non si sorprende se un certo numero di sacerdoti e di laici della FSSPX sembrano pronti per riunirsi alla neo-Chiesa, anzi, è come se già ne facessero parte.

Ora, nessuno potrebbe con giustizia sostenere che questa sua triste descrizione si adatti a tutte le Messe della FSSPX, ma la corruzione del nostro tempo è tale che un deterioramento come quello osservato dalla lettrice appare del tutto normale. Questa corruzione preme sui sacerdoti e sui laici, e significa che tutti noi abbiamo bisogno di controllare da vicino come essa possa insinuarsi in noi stessi. Come disse una volta, nel 1950, Suor Lucia di Fatima: i laici non possono più contare che il clero faccia per loro tutto il lavoro per farli andare in Cielo. In realtà essi non hanno mai potuto farlo, ma una pigra “obbedienza” è ancora oggi una tentazione comune. Se i laici vogliono che a guidarli siano dei buoni sacerdoti, e se non vogliono che la FSSPX diventi conciliare, si preoccupino di mettere ordine nel loro stesso comportamento – per esempio: come assistiamo alla Messa io e la mia famiglia?

Per quanto riguarda i sacerdoti, non dobbiamo dimenticare il grave avvertimento che il profeta Ezechiele (III, 17–21) rivolge ai pastori: se i pastori ammoniscono i fedeli per come stanno peccando e se i fedeli continuano a peccare, il Signore Iddio punirà i fedeli, ma non riterrà responsabili i pastori. Al contrario, se i fedeli peccano e i pastori non li richiamano perché stanno peccando, il Signore Iddio riterrà responsabili i pastori per i peccati dei fedeli. “Il giudizio inizii dalla casa di Dio” (I Pt. IV, 17).

Quindi, dipende da ognuno di noi fare quant’è in nostro potere per evitare che la FSSPX diventi preda dell’”infezione conciliare”, cosa oggi più facile a dirsi che a farsi. In ogni caso, dice San Paolo (I Cor. IV, 3–5): che ognuno di noi guardi ai propri peccati. È Dio che giudica.

Kyrie eleison.